“Quale è lo stato di salute delle casse comunali?”

I consiglieri comunali della minoranza consiliare di Cetraro, Ermanno Cennamo, Carmen Martilotta e Carmine Quercia (del Partito Democratico), Luigi Mari, Angela Onorato e Samuele Losardo (di Area Democratica), e Roberto Ricucci (di Uniti per Cetraro) hanno chiesto un consiglio straordinario alla presenza del revisore dei conti

La richiesta di convocazione in forma di urgenza e di straordinarietà del Consiglio comunale, “alla presenza, ai sensi dell’art. 63, comma 9 dello Statuto comunale, del revisore dei conti, dottor Salvatore Pantusa”, avente come unico punto all’ordine del giorno l’ “Esame della situazione economica e finanziaria dell’Ente, alla luce della sospensione dei pagamenti degli stipendi ai dipendenti relativi al mese di maggio”.

È questo quanto hanno chiesto al presidente del Consiglio comunale, Franco Pascarelli, con una lettera protocollata ieri mattina, i consiglieri comunali della minoranza consiliare di Cetraro, vale a dire Ermanno Cennamo, Carmen Martilotta e Carmine Quercia (del Partito Democratico), Luigi Mari, Angela Onorato e Samuele Losardo (di Area Democratica), e Roberto Ricucci (di Uniti per Cetraro).

La minoranza consiliare di Cetraro, dunque, si ritrova ancora una volta unita al fine di avere tutti i chiarimenti relativi a questa delicata vicenda, chiedendo che la stessa sia affrontata nella massima assise cittadina, per capirne i reali contorni e le motivazioni alla base, appunto, del mancato pagamento ai dipendenti comunali dello stipendio relativo al mese scorso.

Da sottolineare che, nei giorni scorsi, i consiglieri comunali di Area Democratica, Samuele Losardo, Angela Onorato e Luigi Mari, erano già intervenuti in merito, con una articolata nota, con la quale si chiedeva qual fosse “lo stato reale dei conti delle casse comunali”. In particolare, i tre consiglieri (che, lo ricordiamo, sono recentemente fuorusciti dalla maggioranza), in questa nota avevano sottolineato che “La sospensione dei pagamenti degli stipendi agli impiegati comunali è un campanello d’allarme non certamente tranquillizzante sulla futura tenuta dei conti dell’Ente.

Qualunque ne sia la natura o la causa. Non si ricorda da tempo una crisi simile di liquidità di cassa, giunta fino a tali ritardi di corresponsione delle mensilità ai dipendenti e alla spartizione quotidiana delle somme in possesso per singole individualità. In tale stato di cose, amministratori dignitosi e rispettosi risparmierebbero ai cittadini autocelebrazioni sul web per cose effimere e relativi selfie, concedendosi al governo delle problematiche più vere e reali della città!”, ricordando, altresì, di essersi “sempre professati alternativi a questa amministrazione nella disposizione dei capitoli di spesa che non hanno tenuto in considerazione i disagi economici delle famiglie, l’assistenza dei bisognosi e degli anziani, la sussidiarietà per le difficoltà dei portatori di handicap”.

“Capiamo, tuttavia – avevano aggiunto – le difficoltà economiche dei Comuni. Ma le difficoltà vanno governate. Con saggezza, oculatezza, preparazione. Con la ricerca di condivisioni e di confronti”.

Pertanto, i consiglieri Losardo, Onorato e Mari chiedevano, altresì, “di uscire immediatamente allo scoperto. Si riferisca, alla città, sullo stato reale dei conti e sulla situazione finanziaria dell’Ente! Sono tante le cause che possono provocare una crisi di liquidità delle casse comunali! Ma quando si arriva alla sospensione dei pagamenti degli stipendi ai lavoratori, tale crisi diventa preoccupante perché supera di netto, ammesso che sia stata messa in atto la dovuta accortezza, qualsiasi clausola di preservazione delle somme occorrenti per il pagamento degli stipendi. Pensavamo che i conti fossero stati messi in sicurezza. Non vorremmo trovarci, da qui a poco, ad assistere al pronunciamento di un carico enorme di debiti, tipo il pagamento delle retribuzioni al personale, dei fornitori commerciali, dei servizi. Aspettiamo, a tal punto, che sia data la dovuta garanzia che l’indisponibilità finanziaria attuale di cassa non sia progressiva e strutturale, fino al punto da provocare situazioni di pre-dissesto”.

Secondo i consiglieri di Area democratica, inoltre, “L’impossibilità di pagamento delle spese prioritarie, potrebbe aprire scenari piuttosto inquietanti. Una crisi di liquidità, tuttavia, è sempre possibile nella gestione economica e finanziaria di un Comune! Ogni anno possono verificarsi ritardi nei trasferimenti statali e regionali! Ma le somme occorrenti per la spesa del personale non possono, né devono, essere riferite all’ondeggiamento di tali entrate. Per intanto, la storia ci dice che la sospensione dei pagamenti stipendiali non avveniva più dalla proclamazione del dissesto finanziario dell’Ente, nel lontano 1989. Se la situazione dovesse persistere per i giorni seguenti, fino al punto da compromettere l’erogazione delle spettanze agli impiegati comunali anche per il corrente mese, si ricorra, senza esitazione, alla anticipazione di Cassa presso il Tesoriere che, secondo la normativa propria degli Enti Locali, risulta essere una concessione di liquidità al fine di far fronte a momentanee necessità di cassa. Una oculata e attenta ripartizione della spesa, naturalmente, dovrà servire alla piena contabilizzazione delle partite pendenti entro la chiusura del Rendiconto di Esercizio. E gli interessi da pagare alla Banca erogatrice del prestito? Toccherà alla avvedutezza e alle capacità di una amministrazione attenta provvedere al pagamento degli interessi attraverso l’uso di una resistente cesoia nell’eliminare spese improduttive, voluttuarie, propagandistiche per le visibilità di questo o di quell’assessore. Viene prima la protezione dei conti e poi la spesa dell’improduttivo e dell’aleatorio! Anziché rifugiarsi nelle ragioni di ciò che è scontato e mostrare segni di insofferenza, si dialoghi con il personale e, allo stesso, si chieda scusa!”.

Infine, Losardo, Onorato e Mari avevano chiesto : “Si agisca senza perdita di tempo. Se, poi, l’assenza di liquidità dovesse essere strutturale, gravi sarebbero le responsabilità di questa Amministrazione comunale di fronte alla città! Siamo disponibili, perché sia chiaro, ad andare in Consiglio comunale e ad assumerci le nostre responsabilità amministrative circa un possibile mandato da dare all’Esecutivo per la richiesta dell’anticipazione di Cassa. Anche se tale provvedimento è di competenza della Giunta! Siamo pronti, per queste ragioni, a sospendere il nostro stato di mobilitazione, sicuri che tutte le minoranze faranno allo stesso modo quando sono in gioco le sorti della nostra città e il bene dei nostri concittadini”.

 

CLELIA ROVALE