Migrante ucciso, Salvini: non è la violenza a risolvere i problemi

Intanto l'Usb ha annunciato una giornata di mobilitazione

“Non è mai la violenza a risolvere alcuni tipi di problemi. Voglio lavorare affinche’ siano rispettate le leggi o per cambiare le leggi che premiano i delinquenti e puniscono le persone per bene”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, da Catania, commenta la sparatoria avvenuta Vibo Valentia inCalabriain cui è rimasto ucciso un migrante maliano che viveva tendopoli di San Ferdinando.

“Siamo addolorati per la morte di  Soumaila Sacko, migrante maliano di 29 anni sempre in prima fila nelle lotte dell’Unione Sindacale di Base per i diritti sindacali e sociali dei braccianti. Soumaila è stato ucciso da una delle fucilate sparate da sconosciuti da una sessantina di metri di distanza. Un tiro al bersaglio, diversi i colpi esplosi, contro ‘lo straniero’, da rispedire nel paese d’origine”. Così in una nota è  l’Usb che oggi ha incontrato alcuni migranti nella tendopoli di San Ferdinando annunciando per domani lo sciopero dei braccianti.

“Nella zona sono oltre 4000 – prosegue la nota – i braccianti, tutti migranti, distribuiti in vari insediamenti e utilizzati come manodopera nella raccolta degli agrumi a basso costo dai produttori di arance, clementine e kiwi. La maggior parte si concentra a San Ferdinando dove permangono gravi carenze igienico sanitarie a livello abitativo. Tutto questo al ministro di polizia Salvini non interessa”.