Sanità, le trame di Pacenza e Romeo per la poltrona di Brancati

Le manovre per portare il dg dell’Asp di Reggio al vertice del dipartimento Salute della Cittadella. Tra la consapevolezza, o meno, di Oliverio

Giacomino Brancati

Il nome di Giacomino Brancati per il vertice del dipartimento Salute della Regione Calabria è “figlio” di un progetto di Franco Pacenza. Che di mestiere fa (anche) il delegato di Oliverio per le questioni di “salute” ma non è chiaro fino in fondo se, nel caso di specie, ha informato il governatore. Qui si dividono nettamente due scuole di pensiero persino contrapposte da tempo ormai. Una vuole che Mario Oliverio sia tenuto progressivamente all’oscuro della genesi di una serie di manovre burocratiche, di “palazzo”. Ordite a sua insaputa salvo poi fargliele trovare calde calde già nel piatto. A questa scuola di pensiero di iscrive di diritto tutta quella regnanza che non da oggi salva il governatore dalle figuracce della Cittadella, ponendolo in un certo qual modo al riparo dai progetti originari e negativi. Diametralmente all’opposto c’è invece quell’altra scuola di pensiero, che segue Oliverio sin dal doppio mandato della presidenza della Provincia di Cosenza, secondo la quale neanche una bolletta si paga a “palazzo” senza che l’abbia prima visionata il capo, Mario appunto. È una bella lotta, tra le due “scuole”. E la vicenda Pignanelli ne è plastica raffigurazione e incarnazione in un’unica figura. È da sempre l’uomo di fiducia di Oliverio e per lui, il governatore, ha usato persino la doppia morale e la doppia logica non “sfiduciandolo” nemmeno dopo le ultime disavventure giudiziarie a differenza di quanto non sia avvenuto con una serie di assessori. E però nello stesso tempo, Oliverio, oppone la Regione parte civile proprio al cospetto delle vicende giudiziarie di Pignanelli quasi a volergli ricordare che se ha sbagliato davvero, pagherà solo lui.

Franco Pacenza, con ogni probabilità, non si sottrae a questa sfida tra scuole di pensiero. Si muove così a suo agio nel Palazzo (e nei perimetri della Salute) che non gli si può neanche chiedere se lo “manda Mario”. Viene scontato pensare di sì. E però, al contempo, diventano così paradossali e azzardate certe mosse che allora viene sì, spontaneo, chiedersi “ma Mario lo sa?”. È sua, di Pacenza, la manovra anche politica che deve portare Giacomino Brancati al vertice del dipartimento Salute della Cittadella. E passa, la manovra azzardata (il dg dell’Asp di Reggio, Brancati appunto, è indagato dalla procura di Locri con accuse insidiose e in una precedente graduatoria interna al dipartimento era stato ritenuto non idoneo) attraverso la connivenza del dominus della politica regnante reggina, il capogruppo del Pd in consiglio regionale Sebi Romeo. Il perché è presto detto. A Sebi Romeo non è mai andata a genio la guida dell’Asp di Reggio nelle mani proprio di Giacomino Brancati. Tra i due non è mai corso buon sangue, anche se negli ultimi tempi il clima è cambiato. Di fatto Romeo ha altre idee e altre figure per il comando dell’Asp che fino all’altro ieri aveva i bilanci scritti sulla sabbia e che ancora oggi non sa chi liquidare e perché, e chi no. Qualcuna di queste figure, probabilmente, sta già agendo all’interno del Palazzo reggino di fatto facendo le prove generali per il futuro. Però Brancati è figura scomoda, discussa ma incidente, provocatoria per certi aspetti (sua la denuncia proprio contro l’Asp per stipendi pagati a condannati per mafia in carcere) per cui piuttosto che rimuoverlo o farlo rimuovere, meglio promuoverlo. E qui si incrocia il progetto di Franco Pacenza che è quello di pescare una figura “tutta sua” nel duello istituzionale con il commissario Scura. Né Fatarella a suo tempo, né tantomeno Zito se avesse partecipato al bando, si possono configurare “a disposizione” totale di Pacenza e della Cittadella nel duello con Scura perché dotati, come minimo, di autorevolezza autonoma. Non è dato sapere se Zito ha preferito defilarsi per questo o per altro ancora fatto sta che il suo rifiuto alla gara (era il grande favorito) ora apre un’autostrada proprio per il concorrente Giacomino Brancati (il suo sfidante, se così si può dire, è un veterinario del Vibonese). Se la pensata va in porto, all’insaputa o meno di Oliverio, la soddisfazione sarà doppia. E duplice. E vicendevolmente conveniente. Romeo avrà più campo libero per l’Asp di Reggio, quella con i bilanci di un tempo scritti sulla sabbia. E Pacenza, ovviamente, portone d’ingresso nella contrapposizione a Scura con tutto quello che ne consegue in termini di gare, appalti, accreditamenti, duelli al Tar proprio con il commissario. Tra la consapevolezza, o meno, di Oliverio…

                                                                                                                                                     I.T.