Pace fatta tra Oliverio ed Aieta?

In nome della felicità e del benessere sostenibile seminario a Cetraro (e intitolazione di un pontile) alla presenza del governatore e del consigliere regionale.

Un incontro “suggellatore” a Roma, probabilmente mercoledì. E un seminario domani a Cetraro sul diritto alla felicità e al benessere sostenibile e in mezzo l’inaugurazione di un pontile in nome di Angelo Vassallo, sindaco pescatore. Se ne sono “mandate” tante negli ultimi tempi, per vie dirette o traverse. Ma ora è il momento del “benessere sostenibile” tra Mario Oliverio e Giuseppe Aieta.

Chissà che una domenica assolata di maggio non porti pace. Certo negli ultimi tempi c’è stata elettricità, nel rapporto.

Più unidirezionale nel senso che è toccato ad Aieta alzare i confini delle diplomazie perchè per troppe volte, Oliverio, aveva (a suo dire) deluso. Dalla cacciata di alcuni assessori regionali fino al mancato ingresso di altri, magari con lui stesso compreso tra i papabili. Il tutto ammantato (e giustamente) dalla solita e fondata critica a proposito del rilancio dell’azione di governo regionale, lo scarso dialogo tra giunta e consiglio, le nomine personalizzate.

Si arriva ad una tale freddezza e diffidenza (anche reciproca) che addirittura Aieta viene “corteggiato” da Fausto Orsomarso nell’ottica di un sodalizio senza colori nè confini in nome delle prossime regionali e dei prossimi collegi. Una specie di società di fatto, tra i due. Con la somma dei voti e uno ad entrare in consiglio e l’altro in giunta. É stato forte il pressing di Orsomarso in tal senso. Poi Aieta ha raffreddato la cosa e s’è mostrato più coperto e allineato alla maggioranza, ma sempre critico e guardingo.

Finchè si arriva ai paraggi del seminario e del pontile di Cetraro di domani. C’è qualcosa di nuovo (e di sotto) tra Oliverio e Aieta? Ognuno di loro ha progetti per il futuro, questo è chiaro. Il governatore vuole ricandidarsi per la presidenza, questo è chiaro. A prescindere dalle sorti o dalla volontà del Pd in quanto tale.

E l’ex sindaco di Cetraro vuole un ingresso sicuro in consiglio che passa dalla difficile strada del collegio del Tirreno che non deve prevedere, nei suoi programmi, intralci. E l’intralcio si chiama Graziano Di Natale, che ha le stesse ambizioni e lo stesso “amore” per il Tirreno. Ma c’è posto per uno solo, nella prossima e sanguinaria competizione regionale. Forse che Oliverio s’è fatto garante di questo con Aieta? E soprattutto, ha titoli per garantire?

I.T.