Mattarella e la “chiamata” in piazza. Nel Pd c’è chi dice no

 Il consigliere regionale Giudiceandrea contrario alla linea anche mediatica tracciata da Martina in giù. «Sono contrario ad ammantare di “partito” l’iniziativa coraggiosa del Capo dello Stato»

 Con tanto di tessera in giacca e di seggio in consiglio regionale. Come dire, non uno qualsiasi in materia di Pd conterraneo. Eppure a Giuseppe Giudiceandrea, di lui stiamo parlando, proprio non va giù la scelta del vertice stesso nazionale del suo partito di adunare le masse (e le bandiere) in difesa di Mattarella, linea questa poi trasferita nelle periferie del Pd. Non va giù e non certo perché non ci sono argomenti per cui fare il “tifo” per Mattarella, «semmai il contrario».

E allora? «Sono contrario, sono assolutamente contrario ad ammantare di Pd l’iniziativa coraggiosa del presidente della Repubblica di utilizzare le prerogative riconosciutegli dalla Costituzione a tutela di tutti i cittadini italiani». Il perché è presto detto… «Non è il momento di porre e mettere bandierine su iniziative politiche e democratiche di alto rilievo costituzionale. Gli animi esacerbati della cittadinanza dopo 90 giorni di pressappochismo istituzionale dei leader dei partiti impongono lo stesso silenzio ed il medesimo rigore che hanno caratterizzato le scelte politiche del presidente della Repubblica».

Il Pd quindi, secondo Giudiceandrea, non deve fare un passo indietro rispetto al sostegno franco e sincero nei confronti di Mattarella ma deve farlo verso le piazze, non è una battaglia (solo) sua questa…

«Spetta ai segretari di partito manifestare vicinanza al presidente e disponibilità assoluta al lavoro politico silenzioso e indefesso. Le piazze evocano scontri che il Paese e Mattarella intendono scongiurare». Da qui la reiterata contrarietà alla stragegia di “massa” in vista del primo giugno che è poi diventato il cavallo di battaglia in queste ore di Martina e degli altri della “regnanza”. «Per questi motivi esprimo il mio personale dissenso ad ogni manifestazione pubblica tesa ad intestare al Pd prerogative che sono del presidente della Repubblica e solo ed esclusivamente del suo ruolo, che impeccabilmente ricopre».

Più chiaro di così, Giudiceandrea, non potrebbe essere. Con la tessera (ancora) del Pd in giacca e un seggio consolidato in consiglio regionale. Mattarella non si tocca ed è di tutti, il suo mantra. Non è di tutti invece un partito che se ne vuole intestare la piazza in suo nome. Non è di tutti e non è per tutti un partito che sceglie questa linea. Forse, a questo punto, non è nemmeno il suo…

                                                                                                                                                         d.m.