Chi va a “Roma” perde la poltrona

Erano in tre e oggi sono in due. Non è il ritornello di una canzone popolare ma la composizione attuale di un ex trio che negli ultimi anni ha in qualche modo monopolizzato la politica reggina applicata alla stagione di potere corrente, questa targata Pd per intenderci.

Questa legittimata dal voto popolare del novembre del 2014.

Erano in tre, dicevamo. Nino De Gaetano a comandare, Sebi Romeo a tradurre sul campo (e in aula) le strategie, Federica Roccisano il volto godibile da spendere in giunta (anche armato di competenze).

Del trio non c’è più traccia nel senso che per ragioni non del tutto riconducibili alla politica Federica Roccisano ha staccato la spina e viaggia (e brilla) di luce propria. O almeno ci prova.

Gli altri due invece fanno coppia fissa e indissolubile e non deve ingannare il percorso apparentemente differente che “minaccia” l’uno, e sottace l’altro. Nelle ultime ore Nino De Gaetano ha lasciato filtrare che potrebbe darsela a gambe dal Pd, abbracciando quello che per lui altro poi non è che un ritorno, i “compagni” che ora si fanno siglare sotto l’acronimo Mdp.

De Gaetano ha fatto finta di niente. Né sì, né no, né nì. Ma è sua la genesi del filtraggio, gli fa gioco.

Ora è chiaro che così come per le catene di Mario Oliverio davanti a Palazzo Chigi per fine mese se il governo non rimuove il commissario Scura, è questo un gioco di muscoli. Una prova di forza.

Della serie, chi deve intendere e deve decidere, soprattutto, intenda e decida. Ben prima, molto prima, che si faccia inesorabile il tempo delle liste e della campagna elettorale. Anche perché dietro l’angolo poi c’è Sebi Romeo, a far coppia con De Gaetano.

Lui per il momento non fa filtrare nessuna minaccia anche perché di mestiere in aula fa il capogruppo del Pd e non sono in pochi quelli pronti a cogliere la palla al balzo e a prendergli il posto. È da un pezzo che due o tre consiglieri ci hanno buttato gli occhi…