Una telefonata allunga la vita

Lo avevamo anticipato e Mario Oliverio ne ha dato conferma incontrando i sindaci ieri alla Cittadella.
«Questa mattina ho ricevuto una telefonata del ministro per un incontro, già fissato per martedì: io andrò e chiederò un atto interruttivo dell’attuale gestione commissariale della sanità in Calabria, altro da negoziare non c’è». Alla domanda dei giornalisti se è ancora pronto a incatenarsi davanti palazzo Chigi in mancanza di risposte dal governo, Oliverio ha poi risposto: «Assolutamente sì». Catene quindi solo rinviate? Non esattamente.
Oliverio non sa, o forse sa troppo bene al punto che ne teme la “gestione” dell’evento, che all’incontro ci sarà con ogni probabilità anche il commissario Scura. Che dirà la sua a tutti e due e nemmeno questo è detto che sia una buona notizia in vista della “rivolta di Calabria” sulla via della fine del commissariamento. Anche perché poi in tre, con un testimone in più, diventa più complicato sostenere tecnicamente la “rivolta”. Oliverio giura che non ha altro da negoziare se non la fine del commissariamento. Che però, se il testo di legge ha ancora un senso, termina quando si chiudono due esercizi di bilancio non in passivo (e non ce n’è nemmeno uno) e quando i Lea sono a 175 punti (e ne mancano una trentina). Quindi Oliverio chiederà al ministro di forzare la legge o, peggio, di sovvertirla e non rispettarla? Non sarà semplice neanche proporle certe cose anche perché da ministro è pure difficile ascoltarle certe “proposte”. E Oliverio lo sa bene. E allora cosa c’è da aspettarsi da questo incontro a due che invece (quasi certamente) sarà a tre? Molto poco più di niente. Ma il tempo guadagnato non è mai niente. E già perché con questa telefonata Oliverio ha evitato le “catene” (almeno per ora) scaldato i cuori dei sindaci e umiliato ancora una volta ma con una “scusa” il consiglio regionale. Non è proprio niente. Quando si dice che una telefonata allunga la vita…