Domani seduta ad alto rischio del consiglio regionale

In aula assestamento di bilancio e rendiconto ma è stato convocato un consigliere in meno mentre Gallo e Graziano potrebbero incrociarsi fuori dal Palazzo...

Una seduta, quella di domani del consiglio regionale, per niente banale e tra le più attese dell’anno ma che si preannuncia anche tra le più grottesche della storia del regionalismo calabrese. Che di “perle”, autoprodotte, non se n’è fatte certo mancare. C’è da votare il rendiconto 2016 e gli assestamenti per il bilancio 2017/19 dopo l’ok della commissione dei giorni scorsi ma il tutto, se va bene, rischia di finire nel ridicolo mentre se va male, se cioè non si riesce a far pace con le regole, potrebbe venir meno la convocazione stessa dell’adunata.

Il perché è presto detto. La vicenda Graziano-Gallo ad un giorno soltanto ormai dalla seduta del consiglio regionale non solo non si è chiarita ma si è persino complicata a sentire gli umori sottotraccia. Allo stato nessuno dei due ha ricevuto alcuna convocazione da parte dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale. E questo, di per sé, dice già tutto sulla qualità delle regole a rischio. E già perché non è formalmente concepibile e sostenibile una seduta dell’assemblea quando manca già all’inizio, in sede di convocazione, un membro. Il testo normativo è abbastanza chiaro sul punto, l’assemblea deve essere tutta convocata in ogni suo seggio d’appartenenza. Già, facile a dirsi. Ma come la si mette per il seggio ormai non più conteso tra Graziano e Gallo? Se l’ufficio di presidenza non convoca nessuno dei due neanche questa mattina domattina la seduta, oltreché promettente dal punto di vista della satira e spettacolare per quello che si potrebbe verificare al di fuori del Palazzo, quasi certamente non avrà alcuna validità.

Le cose formalmente parlando non andrebbero poi molto meglio se a presentarsi in aula dovesse essere Graziano, tutto sommato titolare di quel seggio fino all’ultima seduta. Perché la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro, del 6 novembre, è immediatamente esecutiva e diffusa anche mediaticamente con capillarità e lo stesso Graziano l’ha commentata in una nota. Ergo, egli stesso sa che è stata emessa questa sentenza. Di fatto non lo è consigliere ma nessuno dal Palazzo ne ha preso atto e ha mandato la mail conseguente. Tocca al governatore Oliverio, farlo, così come da prassi. E lo dovrebbe fare anche con decorrenza immediata rispetto all’emanazione della stessa sentenza ma fino a prova contraria, cioè fino a stamattina, di mail alle parti interessate provenienti dalla Cittadella non ne sono arrivate, compresa una comunicazione all’ufficio di presidenza del consiglio regionale.

Se però si presenta Gallo in aula, senza convocazione seppure in possesso di una sentenza che gli è stata notificata per tramite del suo legale, la seduta è non valida lo stesso perché è impresentabile un’adunata di un consiglio con un membro che si siede senza una convocazione.

Per cui il riepilogo della faccenda è piuttosto semplice nella sua forma paradossale. Se non si presenta nessuno dei due in aula perché nessuno dei due è stato convocato la seduta è a rischio validità. Ad alto rischio. Se si accomoda Graziano in assenza di convocazione si può giocare la carta della continuità dall’ultima seduta ma nel frattempo è intervenuta una sentenza di decadenza immediatamente esecutiva e diffusa a mezzo stampa. Se si presenta Gallo in aula, invece, e nonostante la stessa sentenza diffusa anche alle parti legali lo si può considerare a tutti gli effetti un “abusivo” perché deve comunque essere convocato e la convocazione fino a stamattina non è potuta arrivare perché manca una mail dalla presidenza della giunta. Si rincorrono scenari e battute poco in linea con l’importanza della posta in gioco in aula ma non è da sottovalutare affatto che il consiglio possa “ospitare” al suo esterno tutti e due, a loro modo incazzati. E dentro un membro in meno. A meno che, come abbiamo già scritto giorni fa, il primo che arriva si siede…