Regione, riecco la rogna D’Agostino

Oggi si votano i sette presidenti delle commissioni. Una di queste è stata promessa all'ex vicepresidente del consiglio. Che però due giorni fa ha incassato una richiesta di condanna di tre anni...

E ora chissà chi lo sente a Peppe Bova, chi se ne intende lo dà già per imbestialito. Quando Sebi Romeo ormai stava ultimando le sue telefonate in giro per far votare Francesco D’Agostino oggi alla presidenza della commissione Riforme è arrivata un’altra mazzata per l’ex vicepresidente del consiglio regionale che non a cuor leggero ha dovuto far posto qualche settimana fa a Enzo Ciconte. Sia Oliverio che soprattutto Romeo si erano spesi molto per convincere D’Agostino a non ricandidarsi più per la vicepresidenza, così da non creare ulteriori problemi ad una maggioranza che ha rischiato di non eleggersi un vicepresidente. Con l’unica e certificata promessa, fatta tanto a lui che al suo sponsor di sempre, appunto Peppe Bova. Guiderai una commissione, tranquillo. E per giunta una importante come quella per le Riforme. Ma sul più bello ecco arrivare la mazzata della richiesta dell’altro ieri di tre anni di carcere per lui all’interno dell’inchiesta “Alchemia” dove D’Agostino è accusato di aver prestato nome e società di prodotti ittici alla costa Raso-Albanese-Gullace. Sembrava fatta per il voto di oggi, è prevista infatti l’elezione di tutti e sette i presidenti delle commissioni. Ma dopo la richiesta di condanna da parte della procura sono iniziate una serie di riunioni precedute da una telefonata a Romeo dal contenuto pressocché identico: la presidenza a D’Agostino si complica ma ora chi glielo dice?

E già, chi glielo dice? Non è dato sapere come andrà a finire e soprattutto che esito hanno avuto le riunioni della notte. Quel che è certo è che Oliverio ha iniziato a temere per la caduta di ritorno derivante dalla presidenza affidata a D’Agostino anche perché come si metterebbe se poi viene condannato? Ma stavolta farlo fuori è dura, nonostante le forti perplessità e nonostante il probabilissimo voto cotrrario che arriverà dall’altro Bova, presidente della commissione antimafia che ha lasciato intendere che lui no, proprio lui non può votare uno che si è accusato una richiesta di carcere di tre anni per concorso esterno. Ma sarà dura far fuori D’Agostino stavolta. Perché più di un tappo potrebbe saltare. Alla fin fine solo Baldo Esposito potrebbe perdere la sua presidenza, a parte Pasqua ovviamente che dovrebbe far posto proprio a D’Agostino a conclusione di un valzer a incrocio che rientra nel patto della compensazione siglato a suo tempo da Oliverio e Romeo ma occhio, anche qui, alle sorprese. Baldo Esposito, il medico di Ap, non rinuncia al colpo basso in aula proprio come è riuscito alla grande al suo collega di partito Pino Gentile. Approfittando delle immancabili spaccature nel centrosinistra potrebbe usufuire dei voti che gli servono per farsi eleggere alla presidenza della commissione Sanità, naturalmente al posto di Michele Mirabello. Non gli servono poi tanti voti per spuntarla. Gli basterebbero quelli di Flora Sculco e di Cannizzaro. Chissà. Certo che se anche Mirabello dovesse trovarsi fuori dal vertice nel segreto dell’urna…