Castrovillari: Telecontrollo, il Psi (Rubini) pronto a “lasciare”

Oggi il consiglio comunale in cui si discuterà l’affidamento alla cooperativa presieduta dal capogruppo Pd Di Gerio. Senise (Fi): inviare tutti gli atti in Procura. I socialisti: basta clientele, rispettare opportunità e trasparenza

Nicola Di Gerio

E’ giunto il giorno del consiglio comunale sul chiacchierato caso del telecontrollo.

Oggi alle 17 l’assise comunale, come voluto dal sindaco Lo Polito, tra i sette punti all’ordine del giorno, discuterà sull’affidamento del servizio di telecontrollo alla cooperativa presieduta dal capogruppo Pd Nicola Di Gerio.

La vicenda ha scatenato le reazioni di tutte le forze politiche della città ormai da oltre due settimane e non finisce di suscitare “sconcerto” da parte della comunità. Sarà il Consiglio a chiarire definitivamente le posizioni e le responsabilità, anche se sarà competenza degli organi di controllo, verificare nel concreto possibili illeciti.

Resta la questione morale, e non è da poco, visto che in tanti rimarcano la superficialità con cui, sia in questo caso che in altri, si sia agito in maniera poco “democratica” e spostando l’attenzione su altri aspetti meno significativi.

Intanto è ancora dalla politica che arrivano le “attenzioni”.

SENISE (FI): “NECESSARIO PORTARE TUTTI I DOCUMENTI IN PROCURA”

E’ ancora il coordinatore cittadino di Forza Italia, Roberto Senise a intervenire nel richiedere al Consiglio che si portino, qualora non l’avesse ancora fatto il sindaco, tutti i documenti in Procura, comprese le posizioni di tutte le forze politiche.

Resterebbe in piedi, infatti, secondo Senise, che ha richiesto le dimissioni di Di Gerio e Lo Polito, l’obbligo dell’astensione da parte di Di Gerio durante le votazioni del bilancio, valido “ogni qual volta una determinazione è in grado di riflettersi, positivamente o negativamente, sulla propria sfera giuridica comportando l’invalidità della manifestazione di volontà che ha concorso a formare, a prescindere dai vantaggi o dagli svantaggi che ne ha ricevuto e dalla legittimità o illegittimità del procedimento seguito”. ( Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza del 23 maggio 1994, n. 437).

Secondo Senise, dunque, sarebbe compromessa tutta l’approvazione del bilancio, visto che ha incassato anche il voto di Di Gerio.

L’ULTIMATUM DEL PSI

A parlare di “leggerezza” è invece il segretario locale del Psi, Pietro Manzo che pensa alla “terapia” da seguire (un regolamento), pur riconoscendo l’assoluta legittimità dell’affidamento.

“La tradizione socialista, da sempre garantista e riformista – scrive Manzo – ci obbliga, di comprendere fino in fondo tutti gli spetti di un problema e non solo ciò che “piace”, altrimenti si scivola in un facile populismo, e per questo riteniamo che tranne l’aspetto legale, ci sono altri aspetti che vanno presi in seria considerazione.

Il primo aspetto riguarda il regolamento. Infatti, manca, purtroppo, al nostro Ente un Regolamento che disciplini gli affidamenti diretti. Ed è altrettanto vero che non vi è nessun obbligo legale ad avere tale regolamento, ma la politica, secondo noi, prima crea l’indirizzo (che pare non ci sia stato ndr) ed immediatamente dopo o contemporaneamente crea anche il controllo (neanche questo c’è stato ndr). Sulla base di tale assunto il consigliere comunale del Psi, Gerry Rubini – continua la nota del partito – ha proposto a tutti i consiglieri comunali di maggioranza ed al sindaco, lo scorso 22 luglio, una bozza di regolamento comunale, suscettibile di miglioramento, per la gestione degli affidamenti diretti.

Questa proposta nasce dopo aver esaminato, per intero, l’ elenco delle fatture dei fornitori relativi agli anni passati, ove è emerso, fatto salvo quelle che fanno riferimento, ovviamente, a gare d’appalto, che le fatture sotto soglia di € 40.000 con affidamento diretto o peggio ancora per le vie brevi ammontano a centinaia di migliaia di euro. La cosa più grave, notata, è che si alternano sempre le stesse aziende per servizi e forniture. Per tanto, riteniamo – scrive ancora Manzo – che sia arrivato il tempo di mettere mano a questo delicato punto che odora troppo di modello clientelare esageratamente utilizzato. Infatti, è proprio questa formula che, negli anni, ha fatto lievitare la spesa pubblica del nostro comune ed i dati del bilancio, disgraziatamente, sono la conferma di quanto appena affermato!”.

Il Psi lancia un vero e proprio “ultimatum” al consiglio e minaccia di prendere una strada “diversa” qualora non si verificasse quanto richiesto, sebbene le posizioni del consigliere Rubini fossero state ben più “morbide” rispetto alla vicenda.

“Noi chiediamo – continuano dal Psi – che il regolamento sugli affidamenti diretti, nel prossimo consiglio comunale, abbia la dovuta attenzione e conseguenziale approvazione. Se ciò non dovesse essere, riteniamo che vengano meno il senso politico dello stare e lavorare insieme per il bene comune e la trasparenza della città.

Il secondo aspetto è più squisitamente politico. Ci sono delle tempestività, in politica, specie quelle che riguardano l’attuazione del programma di governo, elaborate per favorire la crescita di una comunità, che devono rispettare dei tempi e dei modi. Ci siamo battuti come forza politica e come intera coalizione, sin dal 2012, per sconfiggere chi negli anni aveva operato male all’ interno dell’ Ente producendo debiti, soprattutto fuori bilancio.

Lo abbiamo detto dai palchi, ma purtroppo è rimasto lì… slogan da campagna elettorale. Ed oggi, come allora insistiamo affinché chi ha “mal” operato trovi altri luoghi al di fuori della macchina amministrativa dove esercitare le proprie attività. Anche per questo perseveriamo nella nostra proposta di immediata approvazione ed attuazione del regolamento sugli affidamenti diretti.

Ciò che si è verificato, affidamento diretto alla Coop Sicurezza S.c.ar.l. (presieduta dal capogruppo Di Gerio  ndr), risulta essere una leggerezza che, come partito, abbiamo l’obbligo politico ed amministrativo di discutere in virtù della trasparenza nei confronti di colleghi e cittadini.

Ma dopo la diagnosi un partito politico che si rispetti indica la terapia ed è questo il terzo aspetto. Noi riteniamo che debbano essere attivate, in tempi brevi, tutte le procedure idonee al fine di assegnare il servizio in questione. Proponiamo, inoltre il rispetto del criterio di “opportunità”, inteso come partecipazione di tutte le imprese in ossequio al principio di uguaglianza che pone tutte le imprese nella possibilità di godere delle medesime chance di vittoria, eliminando ogni possibile ed eventuale recriminazione. Questa è la proposta – conclude la nota – che come Psi inoltriamo e sarà portata all’interno del prossimo consiglio comunale dal nostro rappresentante”. Dichiarazioni che non lasciano adito ad interpretazioni. Il Psi condanna fermamente quanto accaduto e ne fa un fatto di mancata trasparenza e opportunità. Pare che non fosse così convinto il consigliere socialista Rubini che, qualora non si dovessero verificare le condizioni addotte dal suo partito, dovrebbe essere pronto anche a prendere decisioni drastiche. Lo farà?