Covid, Magorno: “Situazione drammatica a Cosenza, fare presto per evitare catastrofe immane

  “La situazione pandemica in Calabria e soprattutto nella provincia di Cosenza peggiora di giorno in giorno, con un significativo e crescente aumento di contagi e decessi, difficoltà nel contenimento e tracciamento del virus, strutture sanitarie ormai sature ,ospedali al collasso e incapaci di rispondere alla domanda di assistenza, con ricoveri bloccati, pazienti in fila al pronto soccorso, ambulanze in coda per ore davanti all’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza e malati che purtroppo vi muoiono dentro in attesa di essere ricoverati, personale ormai stremato e chiamato a turni di lavoro massacranti, campagna vaccinale confusa e approssimata che procede a rilento, obbligando anziani e fragili affetti da gravi patologie ad affrontare, per la prima dose del vaccino, veri e propri viaggi della speranza a centinaia di chilometri di distanza. Inoltre, le ataviche criticità del Sanità Calabrese, rendono l’attuale situazione epidemiologica ancora più preoccupante in questa Regione da sempre in emergenza e che, come era prevedibile, subisce l’urto della nuova ondata del virus, ancora impreparata e inadeguata, in termini di strutture sanitarie e di apparati di emergenza, proprio perché poco o niente è stato fatto in merito, a ulteriore conferma di una infinita e fallimentare gestione commissariale consumata sulla pelle dei cittadini calabresi. Sono sempre più convinto che occorra chiudere al più presto la struttura commissariale, che nulla ha prodotto in dieci lunghi anni né in termini di contenimento dei costi, né di innalzamento dei livelli minimi di assistenza. È giunto il tempo di archiviare questa deleteria pagina di espropriazione di diritti, autonomia e poteri. La sanità torni in capo ai calabresi, stralciando il debito in capo allo Stato, e avviando subito una riorganizzazione complessiva della rete ospedaliera, con la riapertura dei presidi chiusi, con assunzioni di più personale e con tutti i provvedimenti finalizzati ad arginare il fenomeno dell’emigrazione sanitaria, tra le cause maggiori del debito e pratica costosa sotto molti punti di vista. Ora più che mai bisogna dare risposte vere ai calabresi che da troppi anni soffrono la mancanza di una sanità di qualità. Una lacuna che si sta manifestando in tutta la sua drammaticità in questi giorni segnati dalla recrudescenza della pandemia da Covid-19, in cui i Sindaci restano i primi e unici avamposti dello Stato, a maggior ragione in una Regione già in ginocchio economicamente e socialmente di suo, in affanno nell’ordinarietà figuriamoci nella straordinarietà di una pandemia delle proporzioni di quella che stiamo vivendo. A tal proposito, ho accolto l’invito del Sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, e sarò presente, indossando la fascia tricolore, alla manifestazione da lui organizzata per sabato 17 aprile. La provincia di Cosenza vive il momento peggiore dall’esplosione della pandemia e bisogna fare presto e agire con interventi concreti per evitare quella che rischia di essere una catastrofe immane. Lo scenario che ci troviamo di fronte, in Calabria e in particolare nella più grande provincia della Calabria e in uno dei distretti sanitari più importanti del Sud, è davvero allarmante e si aggrava con il trascorrere delle ore. La sanità calabrese è un tema delicatissimo su cui si è già sbagliato troppo. Vogliamo capire che cosa è accaduto, cosa sta accadendo adesso in questa regione e di chi sono le responsabilità. Come cittadino, come sindaco e come senatore mi aspetto dal Governo Draghi ogni azione necessaria a contenere nell’immediato un’emergenza sanitaria che sta pericolosamente e tragicamente sfuggendo di mano. Mi aspetto che, finalmente, anche alle cittadine e ai cittadini della Calabria sia garantita la piena realizzazione di un diritto primario sancito dalla nostra Costituzione: il diritto alla salute “. Così il Senatore Ernesto Magorno intervenendo nell’aula del Senato.