Sanità, il mistero di Chiaravalle: la Rsa “screditata” prima dell’ispezione dei Nas

Nei documenti del dipartimento Salute della Regione si fa riferimento, per la revoca del contratto di accreditamento alla struttura, all'accesso del Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri e alle gravi situazioni igienico sanitarie riscontrate. La “sentenza” di Belcastro è del primo aprile ma il verbale d'accesso dei militari è del 6. Si tratta di “preveggenza”? Ecco i documenti

Un documento firmato da Antonio Belcastro (allora direttore generale del dipartimento Salute della Regione Calabria) e un verbale di accesso dei carabinieri del Nas di Catanzaro. Il primo, quello di Belcastro, fa riferimento al secondo per “motivare”, a compimento di altre deduzioni, il trasferimento dei pazienti dalla rsa “Domus Aurea” di Chiaravalle Centrale e soprattutto la revoca del contratto di accreditamento. Più o meno un atto dovuto, il primo documento a seguito del secondo. Della serie, viste le gravi carenze igienico sanitarie riscontrate dai Nas si procede alla revoca dell’accreditamento. Siamo al primo di aprile, il dipartimento di Belcastro tira le somme dopo una relazione interna del 30 marzo. Solo che c’è un particolare, che contiene delle caratteristiche inquietanti o esoteriche. Belcastro comunica la revoca dell’accreditamento il primo aprile e fa riferimento ai Nas (cosa ribadita da Jole Santelli in una intervista in tv nella quale si intesta la paternità dell’operazione). Ma i Nas, i carabinieri antisofisticazioni di Catanzaro, nella rsa amministrata da De Santis ci entrano 5 giorni dopo. Il 6 di aprile. «Mai messo piede prima» dice il capitano a De Santis in una conversazione riportata in un servizio della Tgr Calabria a cura di Erika Crispo. E i documenti in nostro possesso mostrano che non mente il capitano al telefono con l’amministratore della “sfortunata” Rsa di Chiaravalle (nel frattempo, a sentire il commissario dell’Asp di Catanzaro, rimasta pure senza forniture di dpi né tamponi).

Antonio Belcastro il primo aprile dispone «il trasferimento dei pazienti» e soprattutto «sulla scorta delle proprie comunicazioni trasmesse a questo dipartimento la sospensione del contratto in essere con la società Salus Mc srl e a diffidare la stessa dall’effettuare nuovi ricoveri». E tutto questo, sempre secondo quanto scrive Belcastro, perché il 30 marzo «veniva chiesto al comandante dei carabinieri dei Nas e ad un medico dell’Asp di recarsi presso la struttura e verificare le condizioni dei pazienti. Il comandante dei Nas, Pizzurro, ed il responsabile del pronto soccorso di Soverato, si recavano presso la struttura e descrivevano una situazione poco rassicurante per i pazienti». “Forte” di queste notizie di prima mano Belcastro (con operazione rivendicata e difesa da Santelli) revoca il contratto alla rsa di Chiaravalle solo che non è dato sapere cosa abbia fatto davvero il responsabile del pronto soccorso di Soverato (Zurzolo) mentre c’è da dar retta invece al comandante dei Nas di Catanzaro. Che al telefono a De Santis dice che non è mai entrato lì dentro prima del primo aprile, e che non ha steso nessuna relazione. Mentre, quando si tratta di prendere carta e penna il capitano Pizzurro data il 6 di aprile il verbale di accesso dentro “Domus Aurea”. Documento che è in nostro possesso.

«Il giorno 6 aprile alle ore 9 e 30» scrivono i Nas, «si è proceduto ad accesso ispettivo presso le strutture sanitarie indicate in oggetto…». Il capitano chiarisce anche che «entrambe le strutture si presentano prive di ospiti» ma che risultano tutte e due accreditate. Chiarito che i documenti in merito al personale devono essere integrati e che si è in possesso di tutte le documentazioni igienico-sanitarie l’ispezione rileva che «gli amienti ad uso e consumo quali gli uffici della direzione sanitaria, uffici amministrativi, mensa, centro riabilitativo, sale ricreative, luoghi di culto, camera mortuaria etc sono gestiti ed utilizzati promiscuamente… ».

Dunque c’è confusione secondo i Nas. Tra le due strutture della società ma anche tra i relativi reparti e percorsi. Il resto dei documenti può andare fatta eccezione per quelli relativi al personale che sono da integrare (De Santis integra il giorno dopo). Il verbale si chiude nel pomeriggio del 6 e come tutti i verbali d’accesso “tecnici” è interpretabile. Fortuna che Belcastro e Santelli lo hanno invece interpretato così rapidamente persino da precederlo. Di 5 giorni, prima ancora che si sia materializzata la stessa ispezione dei Nas. Si chiama preveggenza, e non è una colpa. Ne sa qualcosa Varone, dg anche alla Protezione civile e (soprattutto) nipote di Natuzza. La compianta mitica e mistica di Calabria che leggeva il futuro e lo traduceva in dialetto e dal dialetto. E chissà che il nipote non abbia dato una dritta, ereditando briciole di talenti, proprio a Belcastro e a Santelli…

I.T.