Il sabato di Matteo, garantista più che mai

Salvini in Calabria in “risalita” da Reggio a Lamezia. Il pranzo (riservato) con Spirlì e Minasi, la difesa di Furgiuele (e Catalfamo) il giudizio positivo sui primi mesi di Jole Santelli. «La 'ndrangheta è una merda...»

In “risalita” da Reggio fino a Lamezia. È il sabato conterraneo di Matteo Salvini che tra “l’evidenza pubblica” delle sue tappe, i selfie, e le parole pesate per i social trova (come da “il Fatto di Calabria” annunciato) il tempo per un pranzo riservatissimo a Taurianova. Terra di Nino Spirlì, il padrone di casa. Salvini, Spirlì, Minasi e pochi altri a “dipingere” il pasto della pausa tra intimi a corollario di una giornata che di non simbolico ha avuto veramente poco.

La sede di Reggio della Lega, intanto. A due passi dal Palazzo del Comune, quasi a lanciare la sfida, «per la prima volta saremo in campo per vincere e con un nome nostro». Ma è anche il Salvini che deve proteggere il Carroccio dalle insidie giudiziarie del posto, a partire dagli schizzi che periodicamente arrivano su Furgiuele…«Rispetto l’indagine in corso ha detto -. Se c’è una condanna è un altro paio di maniche. Un sospetto non mi basta per condannare una persona o per definirla mafiosa, così funziona in un Paese civile». E visto che ci siamo si mette in pezzo pure lui nel calderone “garantista”… «Anche io sono indagato, anzi sono rinviato a giudizio, ma mi ritengo una persona perbene. Non fornisco giudizi morali». Salvini ha anche parlato dell’inchiesta “Helios” sulla società Avr, che ha interessato esponenti della maggioranza di centrosinistra del Comune reggino e anche l’attuale assessore regionale della giunta Santelli, Domenica Catalfamo (ex dirigente della Città metropolitana), ai quali vengono contestati reati contro la pubblica amministrazione. «Non contiamo di vincere per i processi degli altri – ha detto -. Non commento le inchieste. A destra come a sinistra, spero dimostrino la loro estraneità. Mi interessa fare una campagna elettorale per Reggio, parlando della città, di lavoro, infrastrutture e rifiuti».

Tra un plauso “social” alla coop di Maropati e un “tutti a Tropea” per le vacanze ecco che qualcuno lo stuzzica su Mimmo Lucano a proposito della sentenza del Consiglio di Stato che ha dato torto proprio a Salvini, allora ministro dell’Interno, sulla cancellazione dei servizi Sprar a Riace determinando l’allontanamento dei migranti dal “Paese dell’accoglienza”: «Ne prendo atto» ha commentato. «Contesto politicamente al sindaco Mimmo Lucano – ha poi aggiunto – di aver messo prima gli immigrati dei calabresi. Continuo a ritenere che chi apre i porti è complice della criminalità italiana straniera. Non si tratta di naufraghi, ma di vittime di una tratta di essere umani». “Puntata” sulla riforma della giustizia, «sarà una delle priorità del prossimo governo, da fare, a differenza di quello che provò a fare il centrodestra in passato, insieme a magistrati ed avvocati e non contro magistrati ed avvocati. È chiaro che farla con il signor Palamara dopo quello che ha detto, sarà complicato per quanto mi riguarda, ma fortunatamente ce ne sono altre migliaia». E un’altra sul cancro di Calabria, hai visto mai…«la ‘ndrangheta è merda e ovunque c’è puzza di ‘ndrangheta ci sarà un uomo o una donna della Lega pronto a combatterla». Fino al giudizio inevitabile sui primi mesi di Jole Santelli al potere di Calabria. «Mi è piaciuto l’approccio della Regione Calabria in questa emergenza, sia dal punto di vista sanitario, sia dal punto di vista economico, con la scelta di anticipare le riaperture». Messa a punto al T-Hotel di Lamezia prima del volo e arrivederci. A presto. Molto tempo non ne può far passare Matteo Salvini prima di rifarsi vivo da queste parti. Con lui sembra passare tutto in secondo piano (pranzo a Taurianova a parte). Mentre quando sparisce poi va a finire che riemergono le figure di Invernizzi e Rauti a togliere il sonno ai leghisti di Calabria della prima ora. Che giurano anche che sarà anche l’ultima, di ora…

I.T.