Sinistra Italiana: “Libertà scelta a nostri elettori”

“L’imminente tornata elettorale per l’elezione del Presidente e del Consiglio regionale della Calabria genera profonde incertezze e perplessità”. E’ quanto scrive, in un comunicato, Sinistra Italiana, che spiega le ragioni che la portano a dare libertà di scelta ai suoi simpatizzanti.   “In primo luogo – si legge – la metodologia di scelta dei candidati dei due schieramenti, sulla carta maggioritari, che ancora una volta risulta essere ispirata da insondabili decisioni ispirati a equilibri esterni alle dinamiche della nostra regione, e dunque avulse persino dagli accadimenti di queste ultime settimane, dove al netto delle garanzie costituzionali previste ancora dal nostro traballante Stato di diritto- si palesa, ove ce ne fosse necessità di dimostrazione empirica, un dato di sconcertante penetrazione capillare del malaffare clientelistico–mafioso che corrode e si addensa in tutti i gangli vitali della nostra Terra. In maniera surrettizia – scrive ancora SI – si attua una sorta di commissariamento che sembra ricalcare l’annesso convincimento delle incapacità di autoliberazione del nostro popolo. Eppure la vitalità della società civile, in particolare ci riferiamo alle giornate di lotta per la difesa del modello Riace,del movimento civico delle Sardine, ed in ultimo la strepitosa risposta della provincia di Vibo all’appello di Libera contro la mafia, lasciano intravedere uno spazio di riscossa assolutamente avulsa dai giochini di potere che ancora una volta si beffano della nostra dignità”. – Viceversa, scrive SI, “assistiamo a cambi di casacca di  tanto rimbombante fragore quanto di atavico trasformismo. Sul merito sfidiamo i due schieramenti , ,maggioritari, sulla carta, a spiegare in parole comprensibili i volteggi pre-elettorali e le definizioni dell’improvvisa ritrovata unità d’intenti. Quali programmi, su quali iniziative,su che punti di discussione sulla scomparsa della sanità pubblica, sul welfare, sulle problematiche occupazionali, sulle infrastrutture  e sull’acqua pubblica e per concludere, ma non per ultimo, sulle scelte ambientali. Insomma – continua la nota – non uno straccio i programma a discutere e valutare. In piena autonomia scegliamo dunque di non scegliere. Fatta salva l’assoluta estraneità alle culture sovraniste ed escludenti, propendiamo per la libertà di voto agli iscritti e simpatizzanti, nella consapevolezza che sin da ora, non potendoci riconoscere – per dirla con Chomsky – in un sistema a/democratico dove “l’1% che si posiziona più in alto nella scala sociale, è rappresentato da coloro che, dalla politica ottengono tutto ciò che desiderano”. Impegnandoci  da ora – è la conclusione –  a ricostruire una forte e visibile opposizione sociale e politica capace di determinare le condizioni di una vera e propria lotta di liberazione della nostra terra dal blocco sociale trasversale che da decenni ne inibisce l’emancipazione dal bisogno”.