Maltempo, Anci: scuole chiuse evidenziano limiti sistema allerta

“Scatta una nuova allerta meteo arancione e molti Comuni calabresi decidono di chiudere le scuole per seguire alla lettera i protocolli di sicurezza. Una scelta ineccepibile che pero’ vuole anche essere una provocazione, perche’ mette in evidenza i limiti di un sistema che, come abbiamo piu’ volte ribadito, necessita di essere rivisto”. Cosi’ il presidente di Anci Calabria, Gianluca Callipo, ha voluto sottolineare l’adozione da parte di numerosi sindaci delle ordinanze che dispongono per domani la chiusura degli istituti scolastici. In particolare, sara’ la provincia catanzarese, con 50 Comuni su 80, a far registrare il maggior numero di scuole chiuse.

   “All’indomani dei tragici fatti accaduti ad agosto nelle Gole del Raganello – continua Callipo – abbiamo evidenziato con forza i limiti del sistema di allerta meteo, che cosi’ com’e’ non funziona. Servono previsioni piu’ puntuali e piu’ dettagliate, con protocolli di sicurezza modulati sulle diverse condizioni di rischio. Al momento, invece, l’allerta gialla e arancione prevedono gli stessi adempimenti. In teoria, dunque, le scuole e tutte le altre infrastrutture potenzialmente a rischio dovrebbero essere inibite per la gran parte dell’anno, visto che l’allerta gialla e’ praticamente una costante quotidiana. In una situazione di questo tipo, i Comuni rappresentano l’ultimo e piu’ debole anello di una catena di responsabilita’ che ricadono interamente sui sindaci. Comprensibile, dunque, che molti primi cittadini abbiano deciso di chiudere le scuole domani, anche se questo comportera’ inevitabili disagi per le famiglie degli studenti”.

Il presidente di Anci Calabria ricorda che la disciplina in vigore “per eventi tali da mettere in pericolo l’incolumita’ delle persone” prevede che i sindaci invitino i cittadini alla massima prudenza richiamando le raccomandazioni diffuse dalla Protezione civile, ovvero “non mettersi in viaggio se non strettamente necessario, evitare i sottopassi, abbandonare i piani seminterrati o interrati se ubicati in zone depresse o a ridosso di fiumi, torrenti tombati, non sostare in prossimita’ di aree con versanti acclivi che potrebbero dare origine a colate rapide di fango e crolli di massi”.

   “Con un simile scenario di rischio – continua Callipo – come fare a meno di pensare, prima di ogni altra cosa, alla sicurezza di bambini e ragazzi che l’indomani devono recarsi presso le rispettive scuole? Centinaia di scuolabus in giro per la regione, su percorsi costieri e montani, gia’ dalle prime ore dell’alba nella totale incertezza del verificarsi ed evolversi di eventuali calamita’ naturali e della loro intensita’. E’ questa la ratio con la quale i Sindaci hanno agito nell’emettere le rispettive ordinanze di chiusura delle scuole”. L’auspicio dei sindaci calabresi, dunque, e’ che si dia seguito agli accordi gia’ imbastiti con la Protezione civile nazionale per una revisione del sistema di allerta.

   “Il capo della Prociv Angelo Borrelli ha assunto un impegno preciso in questo senso – conclude Callipo – e confidiamo che presto venga concretizzato. Noi faremo la nostra parte per sollecitare ulteriormente la riforma della disciplina in vigore, come abbiamo gia’ fatto con la recente assemblea di Lamezia. A tal fine e’ necessario rimarcare che ancora attendiamo l’incontro promesso dal governatore Mario Oliverio per definire insieme le azioni che la Regione puo’ porre in atto per sostenere la nostra attivita’ in materia di protezione civile. Nel frattempo non possiamo che attenerci ai protocolli previsti, anche se nella maggior parte dei casi i rischi si riveleranno sovrastimati”.