Guccione: il gran “comblotto” ordito contro Occhiuto

    «Non gli resta che invocare la Spectre. Non potendo attribuire agli odiatori, come li chiama Occhiuto, la figuraccia del San Vito, al sindaco non rimane che dare la colpa a un fantomatico complotto internazionale per destabilizzare questa amministrazione comunale». Così in una nota Carlo Guccione, consigliere comunale di opposizione, commenta il caso della partita Cosenza-Hellas Verona, che si sarebbe dovuta disputare sabato e che invece è saltata perché il direttore di gara ha ritenuto impraticabile il campo di gioco del “San Vito Marulla”.
    «La vicenda – prosegue Guccione – ha del ridicolo, se non fosse per la fede e la passione dei tifosi che credono nella squadra del Cosenza e in tutto quello che rappresenta. Fede e passione dei tifosi vanno rispettate. Ma il sindaco se ne infischia. Ha esposto la città al pubblico ludibrio. Eccolo il marketing territoriale. Da Alarico ad Attila, con annessa erba che non cresce, il passo è breve. Sarà sicuramente un’estate da dimenticare per il sindaco Mario Occhiuto. Cosenza, candidata a città europea dello sport per il 2020, è finita su tutti i media nazionali: la città dei Bruzi è stata esposta a una gran brutta figuraccia. L’arroganza del potere, l’atteggiamento dimostrato di fronte anche alla disponibilità da parte del Verona di rinviare la partita, hanno portato alla peggiore conclusione del match di esordio casalingo in serie B dopo 15 anni».
    Ma non è questa l’unica accusa che Guccione lancia ad Occhiuto: «Prima – prosegue il consigliere comunale – arriva l’ordinanza di istituzione della Ztl nel centro storico cittadino, senza chiedere alcun parere a chi vive e lavora in questa parte della città e che ha avuto come primo e unico effetto la desertificazione del centro storico. Poi, a fine luglio, arriva la “manovra” truffaldina che permette a Occhiuto di dirottare i soldi destinati alle periferie per abbellire e terminare la pavimentazione di corso Mazzini. Una delibera di giunta comunale (la n.131 del 24 luglio 2018) va a variare l’Ambito di Intervento 3 destinato, fino a qualche tempo fa, a migliorare la qualità della vita di San Vito Basso. E oggi, dopo gli annunci in pompa magna sui lavori del nuovo stadio, la città si trova davanti a un’amara verità: un terreno di gioco non idoneo a disputare la partita nonostante il sindaco, qualche giorno prima, l’avesse definito “il terreno di gioco migliore della serie B”. Avrebbe potuto almeno chiedere scusa. E i tifosi rossoblù hanno dimostrato, contrariamente al sindaco, una grande maturità e correttezza. Costretti a lunghe attese fuori dallo stadio, hanno aspettato per ore, sotto il sole cocente, l’apertura dei cancelli. Non si sono registrati incidenti, l’avevano immaginata diversa questa prima partita in casa e, nonostante tutto, hanno dato prova del loro amore incondizionato per la città e la squadra».
    «Correttezza, sincerità, umiltà sono sostantivi che non possono invece essere attribuiti a questa amministrazione comunale. Si continua a mentire, pur di non assumersi delle responsabilità. Qualcuno però, a questo punto, dovrà trarne le dovute conseguenze e dimettersi. Oltre ovviamente a chiedere scusa. Ma al momento – conclude Guccione – il sindaco continua a parlare di “manovre fosche che non ci appartengono”. Meglio puntare il dito contro gli altri che fare mea culpa. Un po’ di arroganza in meno avrebbe evitato alla città di Cosenza questa brutta figuraccia. Chiediamo ora la convocazione di un consiglio comunale ad hoc per discutere della vicenda e prendere i dovuti provvedimenti».