“Estate bollente nelle carceri italiane”, il Cosp lancia l’allarme

“Estate bollente nelle carceri italiane, non è una novità per il Cosp, atteso che, dopo la rivolta delle carceri minorili di Treviso, la sommossa di Regina Coeli e di Cremona ci troviamo a combattere all’interno dei penitenziari italiani ed in particolare di quelli calabresi, a fronte di un sovraffollamento quasi del 110% rispetto alla forza regolamentare e con una carenza di forze di polizia a livello regionale di 19.000 uomini e donne, mentre in Calabria di oltre 1.000 unità.”
Mastrulli aggiunge: “l’attenzione non deve spostarsi da parte del Governo e della Ministra Cartabia sulle carceri a luci rosse (le c.d. casette dell’amore) mentre i poliziotti penitenziari sono abbandonati nelle carceri italiane e si contano 5.600 agenti aggrediti, 157 suicidi nell’ultimo ventennio, oltre 400 agenti in tutta Italia ancora da covid rispetto a 150 detenuti e la sicurezza non è altro che un campanello stonato per chi lo ascolta!
Il carcere di Cosenza che, personalmente conosco dal lontano 87′, 88′ dove ho prestato servizio, paga il tributo più alto nella regione Calabria di una gestione regionale cui si chiede l’avvicendamento interno (ovvero il Provveditore Regionale)”.
Così il dott. Domenico Mastrulli, Segretario Generale Nazionale FS-Co.S.P.