Neoplasie al seno, “ancora troppo silenzio e indifferenza”

L'associazione "noi siamo francesca" torna a protestare per il nuovo decreto che blocca le prestazioni dei privati convenzionati

“Ottobre è il mese della prevenzione per i tumore al seno. Si vedono qua e là fiocchi rosa che ricordano la campagna in atto, ma… di fatto si sta facendo realmente poco in tale direzione. Specie quest’anno. Specie nella nostra regione. Un altro rosa ha preso il sopravvento in questi giorni, quello dell’agognato “Giro d’Italia” tanto sofferto in questa edizione. Senza nulla togliere alla manifestazione ciclistica e a tutto ciò che vi ruota intorno c’è, tuttavia, da valutare il silenzio assordante che vige ormai da mesi, dal 15 luglio 2020, sul DCA n. 100 con il quale di fatto si impedisce alle strutture sanitarie private convenzionate con il SSN di intervenire sulle neoplasie mammarie. Sembrano solo parole messe una dietro l’altra, in effetti sono parole amare che condizionano la vita di tante donne e delle loro famiglie. Si assiste Stupefatti all’irresponsabile scelta che vede l’articolazione della “Rete Oncologica Regionale Hub & Spoke ad Integrazione Territoriale“ sulla base dei bacini di utenza definita dalla bozza di Regolamento nazionale – che prevede per la disciplina di oncologia medica un bacino di utenza di 300.000 – 600.000 abitanti- e che per l’oncologia medica in Calabria poteva pertanto prevedere da 3 a 7 strutture. Chiaramente ne sono state previste solo 3. Vale la pena ricordare e sottolineare che il tumore alla mammella per le peculiarità della popolazione di riferimento è quello in cui l’impatto di una diagnosi precoce ha una elevata ricaduta sul risparmio delle risorse economiche, secondo i dati forniti nell’all. 1 dello stesso DCA n. 100 del 15 luglio 2020, una paziente cTl aNOMO costa al SSN 5.000 euro circa e in 2 anni torna ai controlli screening. Una paziente cT2N l MO costa 90.000 euro circa e resterà in follow up almeno 7 /10 anni. Le donne vanno aiutate e incoraggiate a vivere meglio questa dolorosa esperienza con la consapevolezza da parte loro che a fianco del loro percorso ci sono professionisti consapevoli, interessati e sensibili al loro disagio sociale e alla loro sofferenza interiore, oltre che alla loro malattia pensiamo veramente che tutto ciò sia possibile con i numeri che le tre Hub calabresi si troveranno a dover gestire? Si può pensare a percorsi individualizzati di cura completa della persona quando per eseguire un esame di controllo le prenotazioni prevedono mesi di lista d’attesa? Di cosa stiamo parlando? Non era forse più fattibile, incisivo ed efficace per le pazienti continuare ad essere operate nelle strutture dove avevano effettuato lo screening con il chirurgo che dal primo momento aveva identificato il problema e accompagnato la donna nel percorso verso l’intervento? Non era forse meglio prevedere l’entrata di alcune strutture private convenzionate – che negli anni hanno dimostrato serietà e sensibilità nella gestione di tali pazienti permettendo loro un percorso di fidelizzazione nei confronti di medici ed ambiente sanitario – nel discorso Breast Unit territoriale?
Il vissuto prevalente del una battaglia da sol a . differenza la fa, più dell’isolamento, l’ Questo perché la malattia ci investe in prima persona. La isolam ento percepito . Quello che più che percepito in questi mesi è un isolamento reale. L’isolamento di chi è stata costretta a migrare per sottoporsi ad intervento chirurgico in altra regione amica Francesca Fuoco . Arricchendo così le c , è il caso della nostra asse di territori più ricchi del nostro e depauperando noi stessi due volte! indifferenza Tutto ciò sta avvenendo nell’indifferenza generale. Quell’indifferenza che si manifesta costituisce anche a chi un virus micidiale. Un virus si ostina a non volerlo vedere”.

noisiamofrancesca