Bagarre nell’AIC, Greco contro Manna: poco istituzionale

Il presidente del direttivo AIC interviene in dissenso rispetto alle recenti esternazioni del sindaco di Rende

Nel mio ruolo di presidente del direttivo dell’AIC sono costretto ad esprimere un profondo dissenso rispetto alle recenti dichiarazioni del sindaco di Rende Marcello Manna nella sua qualità di presidente dell’assemblea dell’AIC.
Non è così che si interpretano i ruoli istituzionali di mera rappresentanza democratica – tale è quella riservata dalla L.R. 18/2017 e dal relativo Statuto all’Assemblea dell’AIC e quindi al suo presidente – specie quando ci sono in gioco leggi da rispettare e rilevanti interessi pubblici da tutelare.
Nella ipotesi avanzata in questi giorni dai liquidatori, quadri e consulenti dalla Sorical, della quale oggi si assume una impropria e inaspettata difesa, non sembra esserci francamente rispetto né delle une e neppure degli altri. Un intervento per di più assunto dopo anni di assoluta inerzia, funzionale a promuovere un percorso non propriamente apprezzabile(«È auspicabile – scrive Manna – pianificare insieme, Assemblea dell’Autorità e Regione Calabria, un nuovo percorso, che transita obbligatoriamente dalla riqualificazione (?) di Sorical»).
Ciò in quanto, lo stesso appare diretto esclusivamente a pervenire:
1) alla revoca immotivata del suo stato di liquidazione deliberato il 9 luglio 2012;
2) alla riapprovazione di un nuovo statuto della stessa, inteso a ri-denominare la nuova società da creare con la prospettiva di trasformarla da società mista a società in house;
3) di promettere, senza avere al riguardo titolo alcuno, l’approvazione di legge regionale attraverso la quale conferire – a titolo gratuito – quote della società mista (attuale Sorical) ai Comuni calabresi in proporzione ai loro abitanti, a seguito probabilmente di una acquisizione da parte della Regione delle quote della Veolià, partner privato;
4) di arrivare ad un programmato affidamento della gestione del SII alla attuale Sorical trasformata in società in house, tanto da anticipare anzitempo la scelta del partner gestorio.

Insomma, tutto lasciando supporre ai calabresi di garantire la buona produzione e il consumo della migliore acqua si insinuano procedure di salvataggio di una azienda che fa acqua da tutte le parti, tranne che quella in favore della quale avrebbe dovuto lavorare sin dalla sua primitiva costituzione, rappresentativa della sua mission esclusiva.

Oltretutto, le norme di generale cautela, il ruolo istituzionale ricoperto e il debito morale contratto verso i Comuni calabresi e le comunità di riferimento all’atto della nomina del presidente dell’Aic esigono imparzialità ed estraneità. Non solo. Tali evidenti ragioni gli impediscono di intrattenere motu proprio corrispondenza con la istituzione regionale, specie se destinata, così come è dato leggere nell’odierna nota offerta alla stampa, a perorare cause che afferiscono alla tutela degli interessi prospettati dalla Sorical, funzionali ad assicurare il proprio salvataggio da un suo probabile fallimento e, comunque, da una situazione di difficoltà finanziaria dalle soluzioni alternative improbabili.

Raccomandazioni, quelle rappresentate dal presidente dell’assemblea, sulle quali v’è certezza di una maggiore attenzione e cautela da parte della Presidente destinataria della suddetta nota, on.le Jole Santelli, che certamente terrà nel dovuto conto le conclusioni cui perverranno gli organi dell’AIC e non già del portavoce di uno di essi.

Concludendo, un invito formale a Marcello Manna da parte dell’odierno firmatario, quale presidente del Consiglio direttivo impegnato ad una prima valutazione della suddetta ipotesi Sorical, di astenersi da siffatti comportamenti lesivi della rappresentanza affidata dalla legge istitutiva ad oggi esclusivamente all’assemblea dell’Autorità e al commissario delegato a suo tempo dalle Regione nei confronti del quale vi sono da registrare comportamenti tenuti non acriticamente ed eccedenti il ruolo affidatogli.
Si lavori congiuntamente, coinvolgendo tutti i quadri istituzionali, senza fughe in avanti, alla definizione di un piano strategico che garantisca finalmente una gestione per un bene primario e prezioso per i calabresi.

Giovanni Greco
Sindaco di Castrolibero