Addio Ernesto, il sindaco dal cuore d’oro

Di Mario Campanella

Aristide Filippo, detto Ernesto, non è più con noi. Un brutto male lo ha strappato ancora giovane alla moglie e ai figli.
Psichiatra, allievo di Arturo Ambrosio, continuò nel suo solco l’impegno per i malati di Alzheimer.
Ma Ernesto era un grande appassionato di politica. Più volte sindaco di San Vincenzo La Costa, era un uomo di sinistra. Viveva la politica con un impegno notevole. Lo conobbi il 91 quando insieme a Beniamino Donnici organizzammo un convegno e ci diede con gentilezza la sala consiliare. Io ero giovanissimo luì molto giovane.
Ernesto era un uomo buono che non aveva barriere mentali e non concepiva lo scontro come ragione di vita.
Negli ultimi anni si era allontanato dalla politica attiva ma non mancava di avere senso di concretezza. Era veramente un sindaco, uomo del fare che voleva risolvere i problemi dei suoi concittadini al di là di destra e sinistra. Dopo la sua esperienza aveva eletto sindaco una collega giornalista, Marisa Fallico, donna altrettanto generosa e perbene, per poi ritornare al Comune.
La terra gli sia lieve e la sinistra non lo dimentichi. Perché grazie a uomini come luì ha potuto presentarsi davanti agli elettori con credibilità.