“Rende come il vecchio west di Sergio Leone”

Per il presidente de La Terza Rende, ​​​​​​​​​Carlo Petrassi​​​​​​​​​​​ "Manna deve dimettersi per il fallimento politico delle sue giunte"

Non so se a Francesco Principe piacesse il genere cinematografico western e in particolare se gli piacessero i mitici film di Sergio Leone, ma sono sicuro che mai avrebbe immaginato che la sua amata città nel 2021 potesse in qualche modo assomigliare proprio ad una delle città descritte dal grande regista italiano nei suoi capolavori come per esempio “Per un pugno di dollari”.
Dal 2011, anno delle dimissioni del sindaco Cavalcanti, la città del primo piano regolatore in Calabria, dello sviluppo urbanistico ordinato, del verde attrezzato, della cultura, della solidarietà, dello sviluppo economico, in altre parole la città che fino a quel momento aveva rappresentato un modello per l’intera Calabria, ha iniziato un cupo e inesorabile processo di degrado che sembra non avere fine.
Come nel film “Per un pugno di dollari” oggi la città sembra essere preda di bande di balordi che piantonano i crocevia di passaggio e i “Saloon” della città, che spaccano le vetrine dei negozi per rubare la merce, che mettono dei “candelotti di dinamite” per far saltare in aria gli esercizi commerciali e le auto dei professionisti. Ma cosa ancor più grave è che tutto questo avviene nell’assordante silenzio delle istituzioni politiche e intellettuali cittadine che rimangono in silenzio davanti a questo scempio di civiltà.
Ci chiediamo il perché di questo silenzio e vorremmo una risposta.
Vorremmo tanto che la politica cittadina e non solo stigmatizzasse questi episodi in modo chiaro e inequivocabile, mostrando pubblica solidarietà alle persone colpite da questi chiari eventi mafiosi.
In questi giorni in seguito alle vicende di presunta corruzione riportate nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica dalla nota trasmissione televisiva del servizio pubblico nazionale “Presa Diretta”, il consigliere comunale Mimmo Talarico ha chiesto le dimissioni del sindaco Manna.
Onestamente non sappiamo se il sindaco Manna debba dimettersi per una vicenda giudiziaria che ancora deve fare il suo corso, in questi casi ci sentiamo di dire che le dimissioni dipendono dalla scelta dell’interessato che decide in base alla propria sensibilità; tuttavia siamo fermamente convinti che Manna dovrebbe comunque dimettersi in quanto dopo quasi sette anni di amministrazione il fallimento politico-amministrativo è sotto gli occhi di tutti.
Dall’epoca delle dimissioni di Cavalcanti la città ha perso in tutto. Basti guardare come viene gestita la pubblica illuminazione, il servizio di nettezza urbana, la bitumazione delle strade, il centro storico, la zona industriale, la conurbazione con l’università, l’agenda urbana, le periferie abbandonate, i rapporti con il capoluogo e si potrebbe continuare forse all’infinito, in quanto Rende è senza mezzi termini amministrata male. Inoltre la Città ha un disperato bisogno di ordine e sicurezza necessario affinché si pongano le basi per una ripartenza.
Rende non è un set cinematografico di un film western e per questo non può essere salvata come nei film di Leone dall’attore Clint Eastwood che interpreta un “generoso pistolero solitario” con il mozzicone di Toscanello in bocca, bensì può e deve essere salvata da istituzioni e cittadini degni del ruolo che rivestono.