“La sanità calabrese è una barca piena di buchi in un mare tempestoso”

Appello dei segretari confederali Cgil, Cisl e Uil a Longo e al governo: non servono più le parole, occorrono i fatti

“Da Calabresi non sappiamo più a quale santo votarci, non basta la crisi economica che ci accompagna da sempre, le difficoltà nella gestione improvvisata del Sistema sanitario, l’incapacità di una classe politica avida ed inadeguata, ora il colpo finale lo riceviamo dai grandi Manager chiamati al capezzale di un della sanità che volendo rappresentarlo con una metafora appropriata sembra una barca piena di buchi in un mare tempestoso.
Oggi, apprendiamo che il direttore del Dipartimento alla Salute, Francesco Bevere, ha fatto domanda di ferie e rassegnato le proprie dimissioni a far data 1° Aprile 2021.
La prima riflessione: la sua presenza in Calabria non ha impresso alcuna significativa traccia di cambiamento o di svolta nella gestione del sistema che avrebbe dovuto rivoluzionare e non sono sufficienti, almeno per noi, le motivazioni di frattura con la politica che invece avrebbe dovuto supportarlo, attesa la sua tardiva e debole denuncia di mancata sinergia con la guida politica e la sua scarsa volontà di condivisione e confronto sulle azioni necessarie per imprimere un cambiamento al Dipartimento di cui era alla guida. Ben altro ci saremmo aspettati, pronti a supportare le sue eventuali proposte anche con azioni forti.
Al netto del suo impegno per il completamento dell’istruttoria sulle indennità covid a ristoro dell’impegno del personale sanitario, per la distribuzione delle risorse alle aziende sanitarie e ospedaliere, dopo le forti pressioni e il nostro incalzare, non riusciamo ad individuare azioni di svolta per dare ossigeno ad un SSR ormai in emergenza permanente.
La politica Nazionale continua a deluderci! Ormai, non abbiamo speranze, dopo il Generale della Finanza, il Generale dei Carabinieri, ora assistiamo alle performance del Super Prefetto, che si accomuna ai suoi predecessori nella solitudine in cui viene lasciato dal Governo che, associata alla mancata competenza specifica in materie sanitarie, in assenza di supporto non riuscirà a risolvere i problemi di una popolazione, che chiede solo di poter affrontare la crisi pandemica, con la serenità e la consapevolezza che in tempi brevi si possa tornare a vivere in modo normale e con una sanità che finalmente funziona.
Lo chiediamo noi! Lo chiedono i Calabresi!
A volte ci assale il dubbio, non sarà per caso che noi non siamo cittadini normali? Perché meritiamo di pagare un prezzo così alto? Certo, la classe politica è quella che ci meritiamo, ma coloro che sono stati nominati per determinare il cambiamento e risanare il sistema, pur riconoscendo loro un forte principio di onestà, si sono rivelati finora una soluzione inadeguata a impostare e praticare azioni di svolta fondate sulla sinergia di tutte le forze, a partire dal Sindacato che ha messo tanto impegno nello spronare, proporre idee innovative, segnalare le criticità ed i problemi di organizzazione più spinosi a chi ha dimostrato poca versatilità al confronto e all’ascolto.
Il Commissario Nazionale per l’emergenza in una intervista ha dichiarato di essere preoccupato per la Calabria e, coerentemente, ha inviato gli ispettori della Protezione Civile, ai quali dovremmo affidarci conservando però il nostro pessimismo e concordando con la battuta di un medico di base “le bocche da fuoco non mancano! Mancano le munizioni! “
La Calabria deve ripartire! Ma non con le frasi ad effetto, serve altro!
Servono i vaccini, servono infermieri ed OSS. nei reparti, servono i medici.
Serve principalmente il confronto con chi da sempre sta in trincea per difendere quel poco di buona Sanità che ancora esiste in questa terra e noi siamo ancora in attesa di poterci confrontare con il Commissario su assunzioni, piano pandemico, linee guida relative agli atti aziendali, piano vaccinazioni, riorganizzazione territoriale e ospedaliera, posti letto, sanità privata e accreditamenti e tanto altro.
Così come, invitiamo il Commissario Longo, che ha firmato il DCA 34 per la ripartizione delle risorse Covid al personale sanitario, a controllare che queste siano arrivate alle aziende e vengano distribuite secondo i criteri concordati, sottolineando che nelle altre regioni tale partita è stata conclusa molti mesi orsono e lo sollecitiamo, altresì, a confrontarci sulle ulteriori risorse finalizzate allo stesso scopo e stanziate in legge di bilancio.
Non vorremmo ancora doverci affidare alla sorte o al clima clemente della nostra regione per risolvere i problemi dei cittadini calabresi legati alla pandemia, non basterebbe perché resterebbero tutti gli altri che stanno da troppo tempo schiacciando le vite dei cittadini. Le ultime risultanze del tavolo Adduce segnalano ulteriore peggioramento dei conti e dei Lea, tutti ormai siamo consapevoli delle conseguenze, adesso è il momento di agire in modo veloce e con determinazione, non servono più le parole, occorrono i fatti, lo diciamo al Commissario Longo, lo diciamo al Governo!”

Così una nota stampa a firma dei Segretari Generali FP CGIL Calabria, Alessandra Baldari, CISL FP Calabria, Luciana Giordano, UIL FPL Calabria, Elio Bartoletti, UIL PA Calabria, Loredana Laria.