Lettera aperta al nuovo comandante generale dell’Arma

Il coordinatore nazionale del SIULM, Amedeo Di Tillo, scrive al generale Luzi: suicidi in aumento tra le forze dell'ordine, occorre fare qualcosa di più

Abbiamo ascoltato con vivo interesse il discorso di insediamento del nuovo comandante generale dell’Arma dei carabinieri, generale Teo Luzi. Abbiamo apprezzato le doti di equilibrio e di saggezza già dimostrate nel corso della sua illustre carriera e ribadite con decisione nel discorso tenuto davanti alla Legione Allievi di Roma.
Sono assai condivisibili le linee guida espresse dal generale per rafforzare l’immagine positiva della nostra istituzione. Anche noi riteniamo imprescindibili doti quali capacità di ascolto, comprensione e trasparenza ma anche fermezza e determinazione come pure saper trasmettere ottimismo sociale e fiducia nelle istituzioni.
Il Paese attraversa un momento difficile della sua storia: la crisi economica, la precarietà esistenziale, la difficoltà di progettare il futuro per le giovani generazioni e l’ultima, devastante, emergenza sanitaria di cui ancora non riusciamo a intravedere la fine, hanno inevitabilmente aumentato la sensazione di disorientamento e instabilità in fasce sempre più ampie della popolazione.
Il discorso del comandante generale è stato importante anche per il coraggio e l’apertura dimostrata nell’analizzare questo fenomeno seppure ovviamente circoscritto all’ambito militare. La condivisione con le organizzazioni sindacali è un segnale rilevante che auspichiamo venga seguito da un ulteriore passo concreto nel riconoscimento delle prerogative assegnate alle organizzazioni sindacali dalla sentenza della Corte Costituzionale.
Così come abbiamo apprezzato l’ammissione della importanza di garantire alle donne e agli uomini in divisa condizioni di lavoro sempre migliori e sempre più aderenti alle problematiche vissute dai carabinieri.
In questo senso crediamo sia utile e opportuno porre all’attenzione del generale Luzi una questione della massima importanza che, più volte, come SIULM abbiamo affrontato e più volte abbiamo cercato di imporre nel dibattito pubblico. Purtroppo, infatti, il numero dei suicidi tra il personale delle Forze armate non accenna a diminuire ed è un dato, questo, che necessita dell’attenzione sia dei vertici militari che della classe politica.
L’urgenza della questione ci pone difronte alla necessità di andare oltre le prese di posizione e le dichiarazioni pubbliche. Occorre fare qualcosa di più concreto.
Sarebbe necessario, a parere di chi scrive, avviare con celerità le procedure per istituire un tavolo tecnico interforze per definire in maniera chiara e dettagliata le misure precauzionali da attuare nel breve, medio e lungo termine affiancandovi una campagna di informazione e sensibilizzazione da fare gestire ad un Osservatorio creato allo scopo di intercettare e affrontare situazioni che possano preludere ad atti di violenza verso se stessi.
Con ciò intendiamo accogliere i segnali lanciati dal generale Luzi e trasformare in proposte concrete le sollecitazioni e le aperture al dialogo che hanno caratterizzato il suo discorso di insediamento e che, ci auguriamo, possano essere il preludio di un percorso di progresso e rinnovamento dell’Arma dei carabinieri.

Amedeo Di Tillo
Coordinatore nazionale SIULM Carabinieri