Riforma dell’Arma, Nistri: meno social e tatuaggi. Di Tillo: ci sono problemi più urgenti

Il segretario del Siulm Calabria è intervenuto dopo le dichiarazioni del comandante generale che chiedeva ai militari "più regole e disciplina"

Sono da poco tempo apparse sulla stampa nazionale una serie di dichiarazioni del comandante generale dell’Arma, Giovanni Nistri con cui, in sostanza, il generale chiedeva a tutti i carabinieri un approccio più regolamentato all’utilizzo dei social network e una maggiore disciplina.
“Ne va di mezzo l’immagine dell’Arma” aveva detto il nostro comandante generale, affermando che la revisione del Regolamento interno (che risale al 1822) rimane una delle ultime cose da portare a termine del suo mandato.
Sgombriamo subito il campo da polemiche e incertezze: personalmente ritengo obsoleto quel testo sotto molti punti di vista e un suo aggiornamento non può che essere considerato un fattore positivo.

Ciò detto, credo sia nostro dovere dire alcune cose circa il fatto che la “rettitudine” invocata dal generale, è ciò che serve per adeguare al mutato contesto sociale i riferimenti deontologici dell’agire di ogni carabiniere. Non sarebbe forse più utile e soprattutto urgente sollecitare la classe politica e il legislatore affinché intervenga con incisività sulle reali emergenze con cui ogni stazione dei carabinieri, a partire da quelle più piccole, si trova a dover fare i conti: la mancanza della carta per le stampanti, di manutenzione per le auto di servizio, di uomini e mezzi sia nei reparti investigativi che in quelli territoriali. Con ciò non voglio certo sminuire l’importanza di seguire buone norme di comportamento e di non eccedere nell’esibizionismo e nella esaltazione della propria esteriorità, ma non possiamo dimenticare le priorità che ogni buona Amministrazione dovrebbe individuare e pensare a risolvere prima di pensare ai tatuaggi, ai profili social o alla sfera privata delle donne e degli uomini dell’Arma. Il generale Nistri è certamente una persona seria e competente ed ha a cuore la dignità e l’immagine dell’Arma.
Personalmente sostengo da tempo una riforma dei “protocolli” disciplinari interni per aggiornarli ai tempi moderni e alle esigenze reali dei miei colleghi in divisa.
Oggi forse i tempi sono maturi per una riflessione in questo senso. E l’intervento del nostro comandante generale può essere lo spunto per avviare una nuova stagione di cambiamento all’interno della nostra Amministrazione.

Amedeo Di Tillo
Segretario generale SIULM Calabria