È davvero necessario aprire librerie e altre attività commerciali ?

*di Orlandino Greco*

Non intervengo sulla stucchevole polemica in merito alla titolarità della firma sull’attivazione del MES perché ritengo che due sono le questioni fondamentali che il Paese debba affrontare con alto senso di responsabilità Istituzionale:
1) la capacità di attuare il decreto liquidità che certamente così com’è sta dimostrando tutte le sue contraddizioni ovvero trovare forme concrete per sostenere le imprese, le partita iva e l’economia italiana.

2) affrontare il problema della ripresa monitorando la curva del contagio

Cerco di ragionare sulla seconda questione atteso che oggi (ovvero oltre 1 mese di lockdown) nel paese si sono registrati più di 500 morti.
Si è parlato molto di picco e plateau dell’epidemia. Ma, ragionando sui dati degli ultimi giorni, la domanda è: siamo davvero arrivati al plateau? Guardiamo il tasso di letalità, ad esempio. E’ quello più stabile, perché tutti gli altri, per esempio i nuovi postivi giornalieri, dipendono da quanti tamponi vengono fatti. L’unico dato su cui possiamo basarci sono i decessi: siamo sui 600-700 ormai da settimane. E’ un’evidenza drammatica. La storia che viene raccontata è che l’epidemia è in fase discendente. Possiamo dire che l’epidemia sta rallentando, solo perché abbiamo meno casi accertati e quindi meno ricoveri? Con tutti questi morti? Io credo di no. E con me, numerosi esperti, virologi ed epidemiologi. Siamo onesti e diciamo la verità al Paese: con le misure di lockdown adottate un mese fa, ci si aspettava un ben altro esito! Ma, a questo punto, è davvero opportuno riaprire attività commerciali e produttive a partire dal martedi dopo Pasquetta, cioè tra due giorni, come ha annunciato il premier Conte ieri sera, nella ormai abituale conferenza stampa? Il governo e i tecnici, invece, dovrebbero mantenere le misure di contenimento con sufficiente rigore, fino a quando non siamo sicuri che la corsa del virus ha davvero rallentato e di avere spento i focolai. L’economia deve certamente ripartire, ma è più importante, in questo momento, che non riparta l’epidemia. Allentare le misure significa buttare a mare i sacrifici che gli italiani hanno fatto per un mese o più. Ma soprattutto si rischia di avere, tra 20 giorni, una riaccensione dei focolai vecchi o l’esplosione di nuovi focolai. Proprio ora che la crescita esponenziale sembra finita (ma non è finita l’epidemia), dobbiamo tutti stare molto attenti e tenere duro per un altro periodo, anche per evitare che il rischio che si sviluppi al Sud una situazione di crisi, che sarebbe davvero disastrosa.
È necessario dare fiducia al paese ma non siano gli indici di gradimento a determinare le scelte del governo.