Festival del Peperoncino, vince ancora Rencricca

La quarta serata di Peperoncino Festival è la serata del fuoco. Il fuoco che arde sotto il macchinario per la frittata da mille uova, il fuoco dello spettacolo pirotecnico ma soprattutto il fuoco del peperoncino ingurgitato dai partecipanti alla gara più piccante del mondo.

Il Campionato Italiano Mangiatori di Peperoncino è l’evento più atteso del Festival, officiato da Sua Maestà Peperoncino, Gianni Pellegrino. Diversi i giudici di gara fra cui il maestro orafo Gerardo Sacco, il Principe Gourmet 2018 Nino di Costanzo e il pluristellato chef Alfonso Iaccarino del ristorante “Don Alfonso 1890”.

Il peperoncino usato per il Campionato è il saporitissimo “Diavolicchio Diamante” che viene tagliuzzato per comporre i piatti da 50 grammi ognuno. I gareggianti mangiano il peperoncino a cucchiaiate, piatto dopo piatto, con il solo aiuto del pane e dell’olio. Alla fine della mezz’ora di gara, vince chi riesce a mangiare più grammi di peperoncino.

Il campionato 2018 ha confermato campione Arturo Rencricca, della delegazione di Roma, che si è imposto sugli altri otto partecipanti mangiando 1 kg di peperoncino in mezz’ora, battendo il suo record personale e anche il record assoluto.

Grande assente di quest’anno, l’amatissima Anna Greco, campionessa imbattuta fra le donne, assente per motivi di salute ma assicura: “Tornerò il prossimo anno più forte di prima”.

L’altro evento clou della serata viene da Padula. Un antico macchinario, centinaia di tizzoni e la maestria degli antichi custodi del segreto sono quello che occorre a cucinare la frittata di Carlo V, una frittata da ben mille uova. Leggenda narra che nel lontano 1535, i monaci della certosa di San Lorenzo a Padula, per celebrare il trionfo nella battaglia di Tunisi del Re Carlo V di Spagna, prepararono una enorme frittata per sfamare l’intero esercito del Re, una frittata da mille uova per l’appunto.

Ogni anno, a Padula, si ripete la preparazione della pietanza per commemorare l’evento. L’imperatore e l’imperatrice, il gran cerimoniere, i suonatori e gli sbandieratori officiano il rituale. I monaci, abili maestri dell’antico sapere, manovrano il macchinario posto sulla riva del fiume Corvino. Le braci ardono sotto l’enorme padella, scaldando l’olio e cuocendo l’uovo. A metà cottura, l’enorme coperchio viene fatto scendere sulla padella e chiuso da lunghi chiodi; i timoni ai due lati della padella vengono ruotati per girare la frittata e ultimarne la cottura per essere offerta ai testimoni dell’evento.

Il sabato del Peperoncino Festival continua fra teatro di strada del Teatro P di Pierpaolo Bonaccurso e le musiche delle bande itineranti, la Tilliband e i Tamburi Battenti, che accompagnano il grande pubblico fino alla spiaggia, scenario dei fuochi d’artificio curati dalla “Pirotecnica Forestiero” di Buonvicino che come ogni anno, chiude la serata cardine del Festival, dando appuntamento a domenica per il gran finale.

Francesca Magurno