26 candeline per il Peperoncino

Al via sotto un sole splendente e di buon auspicio, la 26esima edizione del Peperoncino Festival di Diamante, l’evento più piccante dell’anno. Come tradizione vuole, a dare principio ai festeggiamenti Sua Maestà Re Peperoncino in persona, sotto le cui spoglie si cela l’attore calabrese Gianni Pellegrino; accanto a lui il Patron del Festival, Enzo Monaco. Il via ufficiale, con il taglio del nastro, è affidato ad un ospite d’eccezione, il Ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali Gian Marco Centinaio, che per l’occasione rinuncia al fazzoletto verde sostituito da una spilla di peperoncini rossi. Fra gli altri ospiti istituzionali il primo deputato calabrese eletto con la Lega Nord, On. Domenico Furgiuele, e il Prefetto di Cosenza, dott.ssa Paola Galeone, entrambi affascinati dalla magia del Festival, riconosciuto come l’evento enogastronomico più importante e più bello d’Italia. Tanto bello che il Patron Monaco, con la complicità dell’alleato cinese, Dezhuang, il più grande produttore di peperoncino al mondo, sta ingegnando l’edizione mondiale del Festival.

Il ministro Centinaio con il sindaco di Diamante “preso” dalla torta…

Il taglio della torta, invece, è affidato ad una piccantissima Madrina, quest’anno tutta calabrese, Elisabetta Gregoraci. “Sono una grande mangiatrice di peperoncino – ha rivelato la showgirl – e mi porto la Calabria nel cuore; ne parlo e la promuovo ovunque vado perché della Calabria bisogna parlarne bene, al di là del male che pure c’è”. E dopo il rito, immancabile, della “peperoncinizzazione” i festeggiamenti con la torta della pasticceria di Biancaneve e il brindisi con il Gran Cuvée offerto dalle Cantine iGreco di Calabria, possono avere, finalmente, inizio.

Nel corso della serata, il ministro Centinaio, intervistato da Luca Ponzi, caporedattore della TgR Calabria, ai microfoni di Radio Azzurra, media-partner del Festival, ha ribadito l’importanza della regione Calabria per il turismo e l’enogastronomia. “Bisogna programmare l’attività di promozione di concerto fra regioni e Stato in modo da compiere un percorso unico. Quando una regione va a promuovere se stessa all’estero, promuove in realtà, tutta l’Italia e chi viene in Italia e assaggia i prodotti tipici regionali è invogliato a non comprare più i falsi prodotti italiani, scegliendo quelli originali e più buoni. La lotta alla contraffazione sarà una delle problematiche principali che affronterà questo governo”. E a proposito di sostegno al lavoro agricolo, il Ministro si dice ben disposto a finanziare i giovani che vogliano fare impresa agricola, “lo Stato non deve essere visto come un nemico ma un alleato”.

Il Ministro Centinaio si è anche detto favorevole a riconoscere al Peperoncino di Calabria il marchio D.o.p. I.G.P. ad una condizione: “l’IGP per il peperoncino di Calabria, che subisce una forte concorrenza estera più economica, è possibile e serve ma oltre alla tutela va fatto un lavoro di promozione del prodotto, tanto in Italia quanto all’estero così da non essere uno di dei 230 prodotto IGP d’Italia che restano confinati ad un mercato rionale. L’IGP è utile se va di pari passo con una promozione attiva in giro per l’America, per l’Asia e l’Europa stessa.” Centinaio ha ringraziato il senatore Pd Ernesto Magorno, assente per motivi familiari, per l’invito ufficiale al Festival del Peperoncino.

Ma il Peperoncino Festival è anche e soprattutto gastronomia e gastronomia piccante: salumi, formaggi, marmellate, ‘nduja di ogni genere e tipo; presente fra gli stand perfino la mortadella di suino nero di Calabria e gli arancini siciliani dal cuore piccante di ‘nduja calabrese. Partner dell’evento 2018 è la Coldiretti Calabria, presente con il proprio villaggio sul lungofiume, teatro degli showcooking degli Agrichef di Calabria. Al Dac la mostra fotografica Omaggio a Frida Kahlo, la pittrice messicana piccante perché fra le più trasgressive della sua epoca e la mostra dei Peperoncini dal mondo dell’indimenticato prof. Massimo Biagi, presentata dall’Azienda Agricola Marco Carmazzi di Torre del Lago di Lucca.

Ad allietare le cinque giornate di Festival anche cabaret, il teatro di strada, i concerti di musica popolare, saggi di danza e sfilate di moda e la rassegna internazionale di cinema erotico. Perché il Festival di Diamante è piccante a 360 gradi.

 

Francesca Magurno