Teatro, tradizione e contemporaneità per nuova stagione Unical

 Un cartellone che coniuga tradizione e contemporaneo. Produzioni originali, molte in esclusiva regionale.

La stagione 2017/2018 del Teatro auditorium dell’Universita’ della Calabria si presenta al pubblico, dopo l’anteprima firmata da Claudio Tolcachir con “La omisio’n de la familia Coleman – Il caso della famiglia Coleman”.

In conferenza stampa il rettore Gino Mirocle Crisci ha sottolineato come questo piccolo grande teatro rappresenti ormai, nel panorama culturale calabrese, un punto di riferimento per tutto il territorio. Prova ne è il riconoscimento arrivato dalla Regione Calabria, che ha deciso di finanziare le attività del Tau, con programmazione triennale.

A illustrare il ricco cartellone è stato il responsabile del Tau, Fabio Vincenzi, che ha spiegato il filo conduttore di una rassegna che non è un elenco di titoli avulso da un contesto, ma una scelta precisa di spettacoli di alta qualità , che omaggiano la tradizione e propongono sperimentazione. Si parte con due esclusive regionali: il 22 e 23 novembre con “Quel gran pezzo di Desdemona” di Luciano Saltarelli, produzione Napoli Teatro Festival Italia, Teatri Uniti, Casa del Contemporaneo in collaborazione con l’Universita’ della Calabria, un’originale commedia che nasce dalla bizzarra contaminazione della trama tragica, articolata e ineluttabile dell’Otello di Shakespeare con il registro della commedia sexy, tanto frequentata dal cinema italiano degli anni ’70.

Il 29 novembre arriva all’Unical Carlo Cecchi con “Enrico IV” di Luigi Pirandello, uno studio sul significato della pazzia e sul rapporto, complesso e inestricabile, tra personaggio e uomo, finzione e verità.

Il 7 dicembre Franco Branciaroli veste i panni di “Medea” di Euripide, con traduzione Umberto Albini e la regia di Luca Ronconi ripresa da Daniele Salvo. Un doveroso omaggio al grande maestro, scomparso nel 2015, da uno degli artisti che ha lavorato con lui più a lungo e in maggiore vicinanza e un’occasione imperdibile di rivedere una delle pietre miliari della storia registica ed interpretativa del secondo Novecento.

E lo spettacolo, che vide Branciaroli nei panni femminili di Medea, e’ una pietra miliare della storia del teatro nazionale. Anche in questo caso la data al teatro dell’Unical sara’ l’unica occasione per godere dello spettacolo in Calabria.

Il 13, 14 e 15 dicembre l’azione teatrale si sposta al Piccolo teatro Unical con la “Commedia all’italiana” di Libero teatro di Max Mazzotta, spettacolo in tre atti ambientato in un teatro di posa negli studi cinematografici di un’ipotetica Cinecittà, con una compagnia che tenta di ridare lustro al genere della Commedia italiana.

Si prosegue a gennaio, il 24 e il 25, con “Mal’essere” dall’Amleto di William Shakespeare con ideazione, drammaturgia e regia Davide Iodice in una originale riscrittura in napoletano.

“Nessuno – ha dichiarato Iodice – più e meglio dei numerosissimi rappers dei nostri territori sa esprimere, a parer mio, questo malessere oggi”.

Il 30 e 31 gennaio andrà in scena “Scannasurice” per la regia Carlo Cerciello con Imma Villa. Scritto da Enzo Moscato dopo il terremoto del 1980 a Napoli, Scannasurice è un testo che porta in se’ il segno evidente di quel sommovimento tellurico che spinge verso l’effetto disgregante piuttosto che quello rigeneratore di energie. Il personaggio protagonista fa la vita, “batte”, è originariamente un “femminiello” dei Quartieri Spagnoli, ma i femminielli di Enzo Moscato sono creature senza identità, quasi mitologiche. Per questo ne e’ interprete un’attrice che del personaggio esalta l’ambiguità e l’eccesso. E sulla strada del teatro di tradizione, non poteva mancare l’omaggio a Eduardo De Filippo, portato in scena da Mario Martone.

L’8 e il 9 febbraio arriva “Il sindaco del rione sanità“. Il capolavoro eduardiano è traslato ai giorni nostri perché, come spiega il regista, “Il teatro è vivo quando s’interroga sulla realtà, se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica”.

E infatti, fonte di ispirazione è la realtà di San Giovanni a Teduccio, del Nest e dei suoi giovani attori, molti dei quali vivono nel quotidiano una vera guerra di camorra. Si prosegue il 20 e 21 febbraio co “Macbettu” di Alessandro Serra tratto dal Macbeth di William Shakespeare in una particolare versione con traduzione in sardo e consulenza linguistica Giovanni Carroni per la regia di Alessandro Serra, prodotta da Sardegna Teatro e compagnia Teatropersona. Il Macbeth di Shakespeare recitato in sardo e, come nella piu’ pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini.

Il 7 e 8 marzo torna ancora Eduardo con “Questi fantasmi“, in esclusiva regionale al Tau. Marco Tullio Giordana firma la regia di una storia a tratti farsesca, che racconta la necessita’ di essere ciechi, di credere senza riserve a una realtà inverosimile, per tutelare se stessi e un ideale di famiglia minato al suo interno. Una produzione Compagnia di Teatro di Luca De Filippo.