Conti pubblici, Cottarelli: alto debito è elemento debolezza

Cosi' l'economista Carlo Cottarelli, parlando con i giornalisti a Catanzaro

 

La realta’ al momento non e’ particolarmente buona”. Lo ha detto l’economista Carlo Cottarelli, parlando con i giornalisti a Catanzaro, dove partecipa a un’iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio. “Oggi – ha aggiunto Cottarelli – l’Istat e’ uscito con i dati rivisti del quarto trimestre dell’anno scorso, e abbiamo avuto il secondo segno negativo in termini di crescita trimestrale, pero’ ha rivisto un po’ verso l’alto i dati, non e’ piu’ una riduzione dello 0,2% nel trimestre ma dello 0,1%. Rimane comunque il fatto che non stiamo andando bene. Entriamo nel 2019 in discesa: un po’ di recupero potra’ esserci nella seconda parte dell’anno pero’ – ha rilevato Cottarelli – finiremo l’anno con la crescita media dello 0,4-0,5% circa secondo me”.

“Abbiamo un deficit che continua ad alimentare la crescita del debito, e questo alto livello del debito pubblico e’ un elemento di debolezza dell’economia italiana”. Cosi’ ha proseguito l’economista Carlo Cottarelli. “L’impatto del reddito di cittadinanza e di quota 100 – ha evidenziato Cottarelli – e’ diretto sulle persone che ne beneficiano, abbiamo visto che molte domande arrivano dal Sud o dal Centro. Quello che mi preoccupa e’ il fatto che questi provvedimenti sono stati introdotti senza identificare, soprattutto per il 2020, delle fonti di finanziamento che siano credibili. Il Parlamento ha deciso di aumentare l’Iva nel 2020, pero’ il governo ha detto di no, quindi bisogna andare a trovare delle fonti di finanziamento”. Anche se fossero trovate queste fonti, per Cottarelli “si rinuncia a una cosa importante per l’Italia, ridurre il deficit pubblico. Abbiamo un deficit che continua ad alimentare la crescita del debito, e questo alto livello del debito pubblico, 132,1 rivisto verso l’alto dall’Istat qualche giorno fa, secondo me e’ un elemento di debolezza dell’economia italiana, e ci espone ad attacchi speculativi a cui siamo di tanto in tanto sottoposti, c’e’ il rischio di aumento dello spread e quindi non fa bene all’economia italiana e non fa bene alla crescita”.

“Il taglio alle tasse non c’e’; per ora, nel 2019 la pressione fiscale aumenta leggermente”. Lo sostiene l’economista Carlo Cottarelli, parlando con i giornalisti a Catanzaro a margine di un incontro sui temi economici. “Si dice che si sono tassate le banche e le assicurazioni, pero’ queste poi riversano il costo sui clienti e alla fine pagano sempre le famiglie – spiega – le tasse secondo me vanno ridotte, va ridotto il cuneo fiscale, pero’ bisogna trovare delle fonti di finanziamento. Se voglio ridurre le tasse in modo credibile, non posso farlo prendendo a prestito i soldi. Se si vuol fare una cosa in modo permanete, bisogna trovare o riduzioni della spesa o modi per ridurre l’evasione fiscale, che consentirebbe a ridurre le aliquote di tassazione. Pero’, qui si continua a fare condoni ogni anno”.