“Premio Nobel” per la lotta alla corruzione, Gratteri rappresenterà l’Italia

Tra i vincitori del passato anche Kofi Annan e Al Gore

E’ il magistrato italiano Nicola Gratteri a rappresentare l’Italia alla selezione per il “WIN WIN Gothenburg Sustainability Award”, Premio Nobel della Sostenibilità per la lotta contro la corruzione. Cinque finalisti, cinque icone internazionali della legalità, cinque “fari di luce” in un mondo “oppresso dal malaffare e dalla corruzione dilagante”. Per l’Italia un riconoscimento di altissimo valore istituzionale.
La giuria, che ha come finalista scelto per l’Italia il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri ha selezionato cinque eroi anti-corruzione che meritano oggi l’ammirazione di tutto il mondo moderno “per il coraggio e l’impegno con cui ognuno di loro, rispettivamente nei propri ambiti di azione ha svolto il proprio lavoro quotidiano contro ogni forma di legalità dilagante”.
I finalisti di questa “gara internazionale” sono quindi: Nicola Gratteri (Italia), Jóhannes Stefánsson (Islanda), Integrity Watch Afghanistan (IWA), International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ),e Hamzat Lawal (Nigeria).
Negli ultimi mesi – spiegano i vertici di WIN WIN Gothenburg Sustainability Award abbiamo ricevuto da tutto il mondo alcune nomination davvero interessanti, e la giuria del WIN WIN Award ha lavorato duramente per selezionare i cinque candidati selezionati, che a loro modo hanno combattuto la corruzione come nessun altro al mondo.
Il management di WIN WIN Award va ancora oltre: “Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con noi. È stato stimolante conoscere così tante persone, che in tutto il mondo combattono ogni giorno contro la corruzione. Il denominatore comune dei cinque candidati selezionati è che, combattendo efficacemente la corruzione, ognuno di loro ha profondamente contribuito al raggiungimento di uno o più degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”.
4.000 mila miliardi di dollari. A tanto ammonta il denaro perso ogni anno a causa della corruzione secondo l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce 37 paesi industrializzati del mondo, la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale.
Una cifra enorme, che può essere paragonata coi 2.930 miliardi di dollari che rappresentano il gap finanziario che va colmato se si vogliono raggiungere gli obietti Onu di Sviluppo sostenibile entro il 2030.
Quest’anno il WIN WIN Gothenburg Sustainability Award punta quindi tutta la sua attenzione sugli “sforzi che contrastano e mettono sotto ai riflettori la corruzione in tutto il mondo, nella consapevolezza piena che dichiarare guerra alla corruzione è una condizione necessaria per uno sviluppo globale e sostenibile”.
Come dire? Questa volta siamo davvero al top di una classifica mondiale che non ha eguali e precedenti.
WIN WIN Gothenburg Sustainability Award- ricordiamo- è un’organizzazione senza scopo di lucro con sede a Göteborg, in Svezia, ma con una visione globale.
“La nostra missione – chiariscono- è trovare e premiare le persone e le organizzazioni di tutto il mondo le cui azioni hanno portato a un futuro più sostenibile. Cerchiamo in questo modo anche di educare e far luce su iniziative, sviluppi e sfide cruciali legate alla sostenibilità”.
Un Premio che viene assegnato ogni anno dal 2000, e in passato a rivere questo prestigiosissimo riconoscimento sono stati anche Kofi Annan, Al Gore, Gro Harlem-Brundtland e IPBES.
“Per scuotere il mondo che ci circonda scegliamo ogni anno un nuovo tema, che sia direttamente collegato ai 17 obiettivi globali delle Nazioni Unite, e per il il 2021 il tema centrale è appunto la lotta alla corruzione”.
E veniamo alla motivazione ufficiale con cui il giudice Nicola Gratteri ha scalato la vetta di questo prestigiosissimo iriconoscimento internazionale,che riproponiamo qui in maniera integrale. “Nicola Gratteri (ITA). Nicola Gratteri è il procuratore capo nel più grande processo antimafia che sia mai stato celebrato in Italia, sovrintendendo all’accusa di oltre 350 persone con presunti legami con l’organizzazione mafiosa dell’Italia meridionale, la “Ndrangheta”. La giuria nomina quindi il procuratore Nicola Gratteri per il coraggio e la determinazione con cui ogni giorno porta avanti il suo lavoro, rischiando in prima persona la sua vita, e proprio per questo costretto da anni a vivere sotto scorta e sotto la costante minaccia di rappresaglie da parte delle grandi organizzazioni criminali che combatte senza tregua. La storia di Gratteri ci insegna quanto sia importante che i paesi abbiano istituzioni forti, ben funzionanti, credibili, e soprattutto utilizzate correttamente al servizio della collettività”.
Francamente per l’Italia, e quindi per il giudice Gratteri, non poteva arrivare un riconoscimento internazionale più lusinghiero, che perà conferma e spiega benissimo il feeling che la gente comune e la società civile tutta ha nei suoi confronti”.

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