“Dall’oasi del cedro, con amore invisibile” di Franco Galliano

Il presidente dell’Accademia internazionale del Cedro ha presentato il suo libro. Incontro dibattito con gli studenti dei Licei di Cetraro

 Franco Galiano, presidente dell’Accademia internazionale del Cedro, è stato protagonista venerdì scorso, 31 maggio, di un interessante e coinvolgente momento di riflessione con gli studenti dei Licei di Cetraro, che si è tenuto nell’Aula magna dell’Istituto Lopiano, presentando, altresì, il suo ultimo libro, intitolato “Dall’oasi del cedro, con amore invisibile”. L’illustre ospite, scrittore, saggista, drammaturgo, poeta e conferenziere, ha, infatti, tenuto una vera e propria lectio magistralis rivolta ai numerosi studenti presenti, nel corso di un incontro che è stato coordinato da Giovanna Grambone, docente di Storia e Filosofia nell’Istituto Lopiano, ed è stato caratterizzato dai saluti del dirigente scolastico, Graziano di Pasqua, e dagli interventi di Concetta Grosso, docente di Lettere nello stesso istituto, e Luigi Elio Ferrante, a sua volta docente di Scienze motorie. Una lectio magistralis incentrata sull’amore incondizionato per la sua terra, in particolare per il suo “natio borgo selvaggio”, come ama, appunto, definire Santa Maria del Cedro, e rivolta con passione e lucidità alle nuove generazioni, affinché mantengano vivo questo amore, lavorando e operando in modo da migliorarla sempre di più e contribuendo alla sua crescita culturale ed economica. “È per me un grande onore e una grande emozione presentare questo ultimo lavoro del professore Franco Galiano – ha sottolineato la professoressa Grambone, nel suo intervento – con cui ho già collaborato in passato e con cui ho sempre avuto una grande intesa culturale. Già dal titolo del libro, inoltre, che è una vera e propria dedica d’amore alla sua “oasi”, al suo paese (dove, appunto, viene coltivato da secoli questo prezioso agrume), si possono intuire i suoi significativi contenuti, che catturano i lettori fin dalle prime pagine”. A sua volta, la professoressa Concetta Grosso, concittadina di Franco Galiano, ha ribadito: “Franco Galiano è un grande cultore del cedro e un formidabile cultore e studioso delle tradizioni della Riviera dei Cedri. Questo suo ultimo libro è un testo particolare, che sfugge a una definizione univoca. Ha un suo filo conduttore, che è, appunto, quello dell’oasi del cedro, questi luoghi in cui viene coltivato il “sacro agrume”, che il professore descrive minuziosamente e presenta vari livelli di lettura. È un libro scritto con la sapienza dell’antropologo, con la tenacia dello storico, ma soprattutto è scritto con la passione del poeta. Al centro del saggio ci sono l’oasi del cedro e la Riviera dei Cedri, che vengono descritte in ogni loro più nascosta sfumatura. Inoltre, l’autore stabilisce un rapporto costante tra il passato e il presente di questi luoghi. È un libro fatto di racconti, aneddoti, tradizioni, leggende, personaggi, profumi intensi. Ma soprattutto, è un libro in cui Galiano ricompone la memoria collettiva e la memoria individuale, la memoria personale, appunto con “amore invisibile”. A conclusione della sua lectio magistralis, dopo la proiezione di due significativi video, dedicati, il primo, all’uso rituale del “sacro agrume” nella tradizione ebraica e, il secondo, all’opera girata da un regista sulla storia e le tradizioni di Santa Maria del Cedro, Galiano si è sottoposto alle interessati domande degli studenti, rievocando, a tratti con grande commozione, tanti ricordi legati alla sua giovinezza, ma soprattutto, sottolineando quanto il cedro sia, appunto, importante nell’uso rituale ebraico. Come è noto, infatti, i cedri kosher o kasher (cioè adatti, secondo le prescrizioni bibliche della Torah e rispondenti a precise caratteristiche e regole già dalla coltivazione) sono un elemento indispensabile della Festa di Sukkot, la Festa delle Capanne o dei Tabernacoli della tradizione ebraica. Per questo motivo, ogni anno tra agosto e ottobre, i rabbini di tutto il mondo si ritrovano a Santa Maria del Cedro, per acquistare i frutti che servono a celebrare il rito. Insomma, un incontro davvero interessante, utile nel percorso formativo degli studenti che vi hanno partecipato, e non solo, grazie a un intellettuale e a uno studioso tra i più stimati del nostro territorio, nonché alla professoressa Giovanna Grambone, ai suoi colleghi Concetta Grosso e Luigi Elio Ferrante, e al dirigente Graziano Di Pasqua, che lo hanno fortemente voluto.

Clelia Rovale