Premio Losardo 2019 a Don Ciotti

La consegna il prossimo 15 giugno, alle ore 19, 00, nel Teatro comunale “Filippo Lanza” di Cetraro, nel corso della XVII edizione della manifestazione

 

Sarà don Luigi Ciotti a ricevere il prossimo 15 giugno, alle ore 19, 00, nel Teatro comunale “Filippo Lanza” di Cetraro, il Premo internazionale “Giovanni Losardo”, nel corso della XVII edizione della manifestazione. Lo ha reso noto il Laboratorio “Giovanni Losardo”, l’associazione presieduta da Gaetano Bencivinni, che ormai da diciassette anni organizza e promuove questo importante premio. Sarà, dunque, l’uomo e il sacerdote che, nel nostro Paese e all’estero, è da tempo la perfetta incarnazione della lotta alle mafie, fondatore di Libera, a ricevere questo riconoscimento. La consegna avverrà nel corso di quello che è ormai uno degli eventi tra i più attesi a livello regionale, dedicato all’uomo vittima di quello che, all’epoca dei fatti, fu definito uno dei più gravi delitti politico-mafiosi mai avvenuti nella nostra regione, Giovanni Losardo, appunto. Don Ciotti è, tra l’altro, già stato a Ceraro in altre due occasioni: il 28 ottobre 2014, in occasione di un convegno organizzato dal Comitato scientifico per il centenario della nascita di Giuseppe Mario Militerni, dal Comune di Cetraro e dalla Parrocchia di San Benedetto Abate, di cui era allora parroco don Ennio Stamile, oggi coordinatore regionale di Libera, e lo scorso 25 marzo, per l’inaugurazione del Presidio territoriale Libera Tirreno cosentino “Lucio Ferrami”. Come già sottolineato, la manifestazione del 15 giugno prossimo è come sempre organizzata dal Laboratorio “Giovanni Losardo”, intitolato al militante e amministratore comunista cetrarese, segretario capo della Procura della Repubblica di Paola, barbaramente ucciso il 21 giugno del 1980, perché ritenuto d’intralcio a precisi disegni criminali e affaristici della locale cosca, ai quali si era opposto coraggiosamente e fermamente e del quale, a tutt’oggi, almeno ufficialmente, non si conoscono gli assassini e i loro mandanti. Attraverso l’organizzazione di questo premio, il Laboratorio “Giovanni Losardo” ogni anno dà l’opportunità di riflettere su tematiche che hanno pesantemente condizionato anche la vita di Cetraro. Una città che, negli anni, ha, però, saputo orgogliosamente intraprendere varie azioni di contrasto alla mafia, grazie anche ad amministratori e cittadini che hanno saputo tenere alta la forza della democrazia, testimoni di una comunità che ha reagito e ha un patrimonio di lotte. Lotte che hanno rafforzato la capacità di essere argine contro il fenomeno mafioso, in una città che è tuttora costretta a fare i conti con il suo passato, ma che è sempre più impegnata, attraverso un lavoro quotidiano che coinvolge tutte le sue agenzie sociali e culturali, a sconfiggere e a non far tornare mai più gli anni bui della sua storia. “Sono solo un cittadino che sente prepotente dentro di sé il bisogno di giustizia”. Bastano poche parole per capire chi è veramente il premiato di quest’anno, don Luigi Ciotti, non un semplice sacerdote, ma un cittadino onesto sempre al servizio della gente, di tutti coloro che chiedono aiuto, un uomo carismatico e di grande personalità, capace di parlare al cuore della gente per poterle dare una speranza di pace, di lealtà, di amore e di fede. “Ma per conoscere concretamente don Ciotti – si legge in una sua recente biografia – bisogna ripercorrere le tappe che hanno segnato la sua vita. Don Luigi Ciotti nasce il 10 settembre 1945 a Pieve di Cadore (BL), in Veneto. Pochi anni dopo, nel 1950, tutta la famiglia si trasferisce a Torino, che diventa la sua città. Studia, scopre la sua vocazione ed entra in seminario a Rivoli. Nel 1966 promuove un gruppo di impegno giovanile, che prenderà il nome di “Gruppo Abele”, costituendosi in Associazione di volontariato e intervenendo in numerose realtà segnate dall’emarginazione. Due anni dopo comincia un intervento negli istituti di pena minorili: l’esperienza si articola in seguito all’esterno, sul territorio, attraverso la costituzione delle prime comunità per adolescenti alternative al carcere. Terminati gli studi presso il seminario di Rivoli, don Ciotti nel 1972 viene ordinato sacerdote dal cardinale Michele Pellegrino: come parrocchia, gli viene affidata “la strada”. E proprio in quella parrocchia così particolare che, in quegli anni, affronta l’irruzione improvvisa e diffusa della droga. Apre un Centro di accoglienza e ascolto e, nel 1974, la prima comunità. Partecipa attivamente al dibattito e ai lavori che portano all’entrata in vigore, nel 1975, della legge sulle tossicodipendenze. Nel 1982, contribuisce alla costituzione del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca), presiedendolo per dieci anni. Nel 1986 partecipa alla fondazione della Lega italiana per la lotta all’Aids (Lila), nata per difendere i diritti delle persone sieropositive, di cui è il primo presidente. Nel marzo 1991 è nominato Garante alla Conferenza mondiale sull’AIDS di Firenze, alla quale per la prima volta riescono a partecipare le associazioni. Negli anni ’90 intensifica l’opera di denuncia e di contrasto al potere mafioso dando vita al periodico mensile Narcomafie, di cui è direttore responsabile. A coronamento di questo impegno, mettendo insieme le diverse realtà di volontariato e con un costante lavoro di rete, nasce nel 1995 “Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, un network, una rete che, oggi, coordina nell’impegno antimafia oltre 700 associazioni e gruppi sia locali che nazionali. Sin dalla fondazione, “Libera” è presieduta da Luigi Ciotti. Nel 1998 riceve a Bologna, su proposta del Consiglio di Facoltà di Scienze dell’Educazione, la Laurea Honoris Causa, che egli considera come un grande premio per lo sforzo compiuto da tutto il Gruppo Abele nel corso degli anni”.

Clelia Rovale