Migranti, il cimitero dei naufraghi sulla stampa tedesca

Un piccolo cielo(Ein Kleiner Himmel).Una storica rivista tedesca, Mare, edita in Germania e diffusa anche in Austria e Svizzera, nel numero in edicola, omaggia così, con questo bellissimo e significativo titolo, Il Cimitero internazionale dei Migranti, la più grande opera umanitaria legata al dramma dell’immigrazione, in fase di costruzione a Tarsia, in Calabria. Continua dunque a catturare l’attenzione internazionale la monumentale opera, elogiata dai media del Vaticano e apprezzata nel mondo, che darà dignità alle vittime dei tragici naufragi. Il lungo reportage è stato realizzato lo scorso anno dall’inviata tedesca Andrea Walter e dal fotoreporter internazionale Francesco Zizola, che sono rimasti 5 giorni a Tarsia per realizzare il loro reportage, con interviste al leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli (promotore della grande opera per la cui realizzazione lotta ininterrottamente da 5 anni e mezzo, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013) e al sindaco di Tarsia, Roberto, Ameruso, che la realizza e ospita nel suo piccolo, accogliente comune, con il finanziamento della Regione Calabria, grazie al Presidente Mario Olivero. Per la prima pagina, del reportage, accanto al titolo e all’immagine del luogo dove sorgerà il Cimitero dei Migranti, la rivista tedesca ha scelto di mettere una delle suggestive foto, in bianco e nero di Corbelli, e della sua ombra riflessa, nel muro di un vecchio casolare, mentre guarda la collina dove sorgerà la grande opera, scattate dal noto fotoreporter Zizola. Corbelli esprime grande soddisfazione per questo nuovo, prestigioso riconoscimento internazionale “Mostriamo al mondo il volto vero, solidale, accogliente della nostra Calabria e dell’Italia, afferma, in una nota. Consegneremo all’Umanità e alla Storia questa opera universale che, come ha scritto, la rivista tedesca, sorgerà in un luogo bello e fortemente simbolico, di fronte al Lago e al vecchio camposanto comunale, in parte ebraico, vicino l’ex Campo di Concentramento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti, luogo di prigionia ma anche di grande umanità dove, durante la guerra, nessuno degli oltre tremila internati subì mai alcuna violenza. La grande opera, che sarà intitolata al bambino siriano Alan Kurdi, cancellerà la disumanità di quei corpi, uomini, donne e bambini, quasi tutti senza nome, vittime dei naufragi, che vengono sepolti, con un semplice numerino, in tanti piccoli sperduti cimiteri che di fatto ne cancellano in questo modo ogni ricordo e rifermento per i loro familiari dei lontani paesi del mondo che non sapranno mai dove andare un giorno a cercarli, per portare un fiore e dire una preghiera”.