Quelli che hanno cambiato la storia dei “catanzaresi all’aperto”

Il ciclo fortunato e virtuoso di "Settembre al Parco", prima rinfrescata di fine estate e oggi vera e propria kermesse nazionale. Il ruolo (forte) di Enzo Bruno

Dopo 21 giorni di musica, spettacoli teatrali, convegni, laboratori, manifestazioni sportive, attività creative e didattiche, e chi ne ha più ne metta, la passeggiata silenziosa nel tepore settembrino tra i viali costellati di opere d’arte nel grande museo di scultura contemporanea che è il MARCA Open, sembra quasi surreale.

I catanzaresi si erano abituati a darsi appuntamento al Parco della Biodiversità Mediterranea per trascorrere in compagnia le serate del ritorno a casa dalla trasferta estiva nelle residenze marinare, e la domanda “che facciamo stasera” si tinge di un vuoto nostalgico.

“Settembre al Parco NaturArt 2018”, la manifestazione culturale organizzata dalla Provincia di Catanzaro guidata dal presidente Enzo Bruno, è stata capace di solleticare l’attenzione perfino dei più pigri, tanta e tale e variegata era l’offerta artistica, musicale e culturale, “sradicando” dai divani e dai social centinaia di persone ogni sera dal 7 al 22 settembre, fino a raggiungere l’apice del concerto di Noemi, venerdì scorso quando spettatori giunti anche da fuori Calabria hanno occupato la spianata del Parco a perdita d’occhio.

Difficile quantificare numericamente l’entusiasmo per un evento musicale di qualità, ad ingresso gratuito.

L’evento storicizzato della Provincia di Catanzaro, infatti, si è avvalso del sostegno economico della Regione con i fondi destinati ad interventi per la valorizzazione del sistema dei beni culturali e per la qualificazione e il rafforzamento dell’attuale offerta culturale annualità 2018.

Soldi ben spesi se l’organizzazione è riuscita a fare cose fuori dal comune come far condividere – in serate diverse – lo stesso palco a tante compagnie teatrali locali, solitamente così gelose della proprio individuale visibilità, alcune delle quali non hanno mai avuto spazio in kermesse di istituzioni pubbliche. Perché il compito di un Ente pubblico deve essere anche quello di valorizzare i talenti e la creatività locale, dare spazio a tutti, di guardare al bene comune coltivando opportunità e memoria.

In quattro anni di amministrazione – difficili per condizioni economiche e caos normativo – il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, ha sempre cercato di fare questo, riuscendoci: dare ascolto al territorio, dallo Jonio al Tirreno, dal Reventino alla Sila, dalle periferie al centro propulsore della rappresentatività istituzionale, quel capoluogo di regione che ha cercato di far diventare un punto di riferimento culturale, motore propulsore di sviluppo.


Il Parco della Biodiversità Mediterranea rappresenta plasticamente gli sforzi quotidiani condotti da Bruno in quattro anni di mandato per dare servizi e mantenere elevata la qualità della vita senza risorse, lottando ostinatamente con la burocrazia ottusa e leggi illogiche che hanno cercato di far morire di asfissia finanziaria l’Ente intermedio più vicino ai comuni, fondamentale anello della catena della sussidiarietà.

Un patrimonio naturalistico e ambientale importante, fino a qualche anno fa curato con circa un milione di euro in bilancio, tenuto in piedi in maniera straordinaria con poco più di 60 mila euro l’anno grazie alla passione di Bruno, del suo staff, a partire dal direttore Rosetta Alberto, e dalle poche maestranze rimaste a tutelare una struttura dal valore inestimabile.

Da grande passionario e motivatore, Bruno è riuscito a fare credere a tutti che rispetto a prima dell’applicazione della Delrio non era cambiato nulla: la Provincia restava l’ente solido ed efficace ereditato da vent’anni di amministrazione di centrodestra.

Ma non è stato per nulla facile, né scontato nemmeno in seguito ai tanti “pellegrinaggi” alla Regione, Ente titolare delle strutture museali, sportive e ambientali che la Provincia ha gestito nell’ambito delle risorse residuali,. Ogni centesimo strappato è stato investito ed impiegato sempre nella direzione del fine ultimo: il bene e la sicurezza delle comunità amministrate.

Il successo di “Settembre al Parco” premia sforzi e ripaga di impegni e sacrifici, e ricorda ai cittadini che la buona politica esiste e si specchia in una amministrazione sana e trasparente della cosa pubblica.

Sono sempre gli uomini e la forza delle loro idee a fare la differenza. Tutta la passione e l’umanità di Enzo Bruno sta in quel commiato discreto, tra le righe di un saluto a migliaia di persone ritrovatesi assieme spensieratamente in una sera di settembre, un saluto ricambiato da una spontanea acclamazione accompagnata tra gli applausi, cosa affatto scontata in un clima così insistente di anti-politica.

E sta nella promessa di continuare ad amare il Capoluogo, il suo Parco e una regione che ha bisogno anche di buoni sentimenti per sperare nel futuro.