Piantedosi: «Calabria e Sicilia non possono diventare il campo profughi d’Europa»

Il ministro dell’Interno insiste per l’«equa distribuzione su tutti i porti degli sbarchi dei migranti trasportati dalle navi Ong»

Sui porti assegnati alle navi ong «facciamo le cose in modo responsabile Puntiamo ad un’equa distribuzione su tutti gli altri luoghi di possibile sbarco, con il compito di sgravare Sicilia e Calabria non devono essere condannate ad essere il campo profughi dell’Europa». Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
«Agrigento – ha proseguito il ministro dopo il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto proprio nella prefettura di Agrigento – è la provincia che si fa maggiore carico dell’accoglienza dei migranti. Sono 1250 i migranti accolti stabilmente. Per questo di recente abbiamo mandato altrove una nave della ong». «Prima di disporre il porto sicuro – ha spiegato il ministro – ci avvaliamo del contributo di valutazioni tecniche specialistiche. Se un viaggio viene indirizzato in un porto vuol dire che le valutazioni fatte dagli specialisti lo consentono». Il capo del Viminale ha sottolineato «il gravame che già soffre Lampedusa in primis, la Sicilia in seconda battuta, ma anche la Calabria rispetto al numero degli sbarchi e a tutto ciò che ne consegue: ci sono adempimenti di polizia giudiziaria e screening sanitari, ed è giusto creare i presupposti di distribuzione sul territorio nazionale. Qualcuno ha fatto la mappatura cromatica dei porti che abbiamo indicato negli ultimi mesi e si vede che c’è stata equa distribuzione su tutti, qualcuno ha invocato quelli che non sono stati oggetto di indicazione e lo saranno a breve».
«Vogliamo una equa distribuzione sul territorio nazionale – ha concluso Piantedosi – con l’obiettivo di sgravare il più possibile Sicilia e Calabria che non devono essere condannate ad essere campo profughi dell’intera Europa».