La musica non cambia neanche in Appello per Marco Petrini

Confermata la condanna a 4 anni e 4 mesi per corruzione in atti giudiziari

La musica non cambia neanche in Appello per Marco Petrini. Per lui 4 anni e 4 mesi in primo grado, con l’accusa di presunta corruzione in atti giudiziari, e 4 anni e 4 mesi sono stati confermati in Corte d’Appello.
Oltre che per Petrini conferme in Appello anche per il medico e “faccendiere” Emilio Santoro e per l’avvocato Francesco Saraco, anche loro accusati di corruzione in atti giudiziari.
Il sostituto procuratore generale della Corte d’Appello di Salerno aveva chiesto cinque anni di reclusione nei confronti di Marco Petrini poiché l’accusa contestava anche un capo d’imputazione per il quale era stato assolto in primo grado ovvero un’ipotesi di corruzione in atti giudiziari che contempla gli illeciti commessi da Petrini in favore dell’avvocato Marzia Tassone con la quale l’imputato intratteneva una relazione intima.
La Corte ha però stabilito di confermare la pena di 4 anni e 4 mesi per l’ex giudice, difeso dall’avvocato Francesco Calderaro, di 3 anni e 2 mesi nei confronti del medico/faccendiere e presunto collettore di proposte corruttive Emilio Santoro, detto Mario – difeso dall’avvocato Michele Gigliotti – e la conferma della sentenza a un anno e 8 mesi nei confronti dell’avvocato Francesco Saraco, difeso dagli avvocati Giuseppe della Monica e Nico d’Ascola.
Questo procedimento rappresenta in realtà uno stralcio della più ampia indagine denominata “Genesi”, condotta dalla procura di Salerno su input della procura di Catanzaro, che contempla una serie di reati di corruzione giudiziaria commessi negli uffici giudiziari di Catanzaro.
Dopo gli arresi del 15 gennaio 2020 i tre imputati hanno deciso di collaborare con la procura di Salerno ragion per cui non solo non sono affatto da escludere nuovi sviluppi importanti nell’ambito dell’inchiesta “Genesi” ma la conferma in Appello dell’impianto corruttivo a danno di Petrini restituisce, sostanzialmente, un quadro criminoso credibile tanto in Genesi stessa che in altri fascicoli che attorno a Petrini sono poi stati aperti. Con Petrini protagonista, evidentemente, ma con altre ipotesi di corruzione giudiziaria decisamente di rilievo per il tessuto economico e sociale calabrese.

I.T.