Divieto di dimora in Calabria per l’ex consigliere regionale Giuseppe Aieta

Indagato dalla procura di Paola per presunta corruzione elettorale. Nel mirino la vicenda delle Terme Luigiane

Le elezioni regionali del 2020, non andate a buon fine. E la complessa vicenda delle Terme Luigiane con probabile e più complesso fascicolo che certamente da Paola sarà transitato a Catanzaro, con tutto quello che questo può significare.
L’ex consigliere regionale Giuseppe Aieta, già sindaco di Cetraro, è stato sottoposto da oggi a divieto di dimora in Calabria e obbligo di residenza in altra regione. Lo ha deciso il Gip di Paola, accogliendo la richiesta di misura avanzata dal procuratore paolano Pierpaolo Bruni e dal pm Esposito.
Aieta, che si protesta innocente ed è difeso dall’avvocato Vincenzo Adamo, è indagato per voto di scambio e corruzione elettorale in relazione alla proroga di gestione delle Terme Luigiane di Guardia Piemontese concessa al momento della fine della originaria concessione alla società che ne era beneficiaria.
Secondo la procura, Aieta sarebbe intervenuto nella sua veste politica ottenendo in cambio il sostegno elettorale dei dipendenti delle Terme. Misure cautelari, respinte dal Gip, erano state chieste nei confronti del sindaco di Acri che lavorava nella struttura regionale di Aieta all’epoca dei fatti, del responsabile della gestione delle Terme e del presidente del comitato dei lavoratori.
Oltre Aieta, risultano indagati anche i sindaci di Acri e Longobucco Pino Capalbo e Giovanni Pirillo; l’imprenditore coriglianese Giuseppe Salvatore Franco Chiaradia, Emilio Morelli di Cosenza, marito di una consigliera comunale di Roggiano Gravina, nel Cosentino, Dante Ferrari, Mario Schiavoni e Giuseppe Tucci.
Per tutti gli altri le richieste sono state rigettate.
La complessa vicenda delle Terme Luigiane, con ogni evidenza, sarà poi transitata a Catanzaro per competenza d’ufficio perché non è affatto da escludere che per tramite di intercettazioni telefoniche e ambientali la procura di Paola si sarà potuta imbattere in altre ipotesi di reato. In pochi dimenticano la reiterata mancanza di gara per la sub concessione delle Terme fino all’eccesso di proroga planando nella paradossale alienazione delle acque termali a danno del sub concessionario stesso. Senza escludere, ovviamente, gli ultimi sviluppi con il passaggio di consegne ad un altro gruppo termale ancora. Una vicenda, quella delle Terme, che certamente non finirà di far parlare di sé…

I.T