Quel bando “appeso” alla fune di Lorica…

Ombre inquietanti e pesanti sospetti attorno ad una selezione "fai da te" di Ferrovie della Calabria

A volte ritornano. Anche in chiave moderna se necessario.
Chi pensava che la fune di Lorica sarebbe rimasta sepolta nelle “Lande Desolate” dell’inchiesta giudiziaria con provvedimenti cautelari al seguito (obbligo di dimora) nei confronti del presidente della Regione allora in carica Mario Oliverio, poi assolto perché il «fatto non sussiste», è costretto a rivedere previsioni e piani. Perché a volte ritornano e sempre in “vetta” si risale, la fune di Lorica rieccola prepotentemente (ma per ora nell’ombra) d’attualità.
In questi giorni è stato pubblicato un avviso per la selezione di personale con il profilo di “agenti di pedana impianti a fune” ma rispetto ai pochissimi centimetri di neve fin qui caduti in Sila, prepotentemente sciolti poi dallo Scirocco, fioccano sospetti e veleni che è una bellezza attorno al bando e alle sue movenze. Con più di qualche ragione appresso.
In data 4 dicembre 2022 (domenica) è stato reso pubblico dalla società interinale “Generazione Vincente spa”, uffici di Corigliano-Rossano, un bando per la selezione di personale con la qualifica di “agenti di pedana impianti a fune” per gli impianti sciistici in località Lorica. Lo stesso, stranamente, riporta in calce la data del 29 novembre 2022, ovvero data a cui fare riferimento per la decorrenza dei termini. Primo incrocio a semaforo lampeggiante, perché retrodatare la data di genesi della ricerca selettiva?
La scadenza per la presentazione delle domande, come indicato nel bando stesso, è
fissata per il 14 dicembre 2022 ma è qui che si confeziona una specie di “capolavoro” d’alta quota. A bando in corso e cioè aperto e a termini non scaduti lunedì 5 dicembre un gruppo di circa 10 persone viene convocato presso gli uffici di Ferrovie della Calabria (in località Vagliolise a Cosenza) per effettuare la visita medica al fine di munirsi della certificazione richiesta per l’assunzione. Sì, proprio così. Non il 14 dicembre ma a bando “aperto”, ben 9 giorni prima della sua chiusura, c’è già chi è sotto la doccia nel dopopartita perché per lui la partita è probabilmente finita. Forse anche prima di iniziare.
Ma come è possibile che senza aspettare la scadenza del 14 dicembre, prevista
dall’avviso pubblico, si sia eventualmente potuto procedere ad attivare le iniziative
richieste (burocrazia tipica) per l’assunzione? Chi e sulla base di quali criteri ha deciso le persone da avviare all’assunzione? Si è tutti sicuri che i requisiti richiesti nel bando fossero in dotazione al gruppetto “prematuro”? Si è tutti sicuri del possesso di idoneità/abilitazione alla
mansione di “agenti di pedana impianti a fune”? Chissà.
Intanto però fioccano sospetti e veleni che è una bellezza.
Sono numerose infatti le persone che hanno presentato domanda e che lo hanno potuto fare fino a mercoledì 14 dicembre, 9 giorni dopo il “gruppetto” a cui è stata richiesta visita medica.
Tra questi, i rispettosi della data del bando, sicuramente giovani in possesso dei titoli richiesti dal bando stesso che non è dato sapere se in possesso pure di chi ha già chiuso la partita. Forse prima di cominciare. Qualcuno s’è incazzato pure, tra questi che si sono visti semichiudere un bando mentre era ancora aperto. E qualcun altro s’è pure permesso di chiedere all’agenzia preposta alla selezione come mai si fosse proceduto alle chiamate in anticipo rispetto alla scadenza del 14 dicembre 2022, fermo restando il rebus sui requisiti.
I responsabili dell’agenzia, per tutta risposta, non hanno avuto alcuna esitazione a dichiarare che avrebbero operato sulla base delle direttive date dai responsabili di Ferrovie della
Calabria (ente gestore degli impianti a fune di Lorica). Risponde al vero? È andata davvero così? E se è andata così, perché è andata così?
Il 9 dicembre, ovvero con anticipo di 5 giorni rispetto alla scadenza dell’avviso, le persone già sotto la doccia e a partita finita e forse senza giocare nessuna partita del tutto, sarebbero state chiamate per la firma del contratto con relativa assunzione con decorrenza dal 10 dicembre 2022. Il condizionale è “fratello maggiore” della prudenza d’ufficio.
Tra gli ipotetici assunti, se davvero è andata così, risulterebbero congiunti di assessori e candidati del Comune vicino più grosso e ingombrante, parenti stretti e discendenti diretti di sindacalisti operanti nel settore dei trasporti e degli impianti a fune, “amici” di regnanza regionale attuale e in ogni caso sostenitori attivi della stagione di governo del “Comune più grosso” vicino nonché della Provincia di Cosenza.
Intuito “l’incendio”, non ci voleva molto per la verità, è già contemporanea la promessa di nuove assunzioni da effettuare, questa volta, dopo la scadenza del bando pubblico che si è chiuso mercoledì 14.
Sabato mattina (10 dicembre) un gruppo di giovani disoccupati, in possesso di
titoli e requisiti, si reca a protestare presso gli impianti a fune di Lorica, la “scena del delitto”. Location dove è attesa la visita del presidente della Regione Roberto Occhiuto, del presidente della Provincia e sindaca di San Giovanni in Fiore Rosaria Succurro e del commissario di Ferrovie della Calabria, Ernesto Ferraro. La “scusa” è il taglio del nastro del “Presepe su ghiaccio”, iconografia dell’avvio ufficiale della stagione invernale.
Occhiuto e Succurro disertano la kermesse. Si presenta Ferraro, commissario di
Ferrovie della Calabria. Alla richiesta di chiarimenti da parte dei manifestanti avrebbe risposto che «il tutto è stato affidato ad un’agenzia interinale, unica responsabile dell’operazione». Ponzio Pilato avrebbe forse avrebbe trovato una via d’uscita più dignitosa…

I.T.