«La nostra regione rischia grosso», i sindacati rilanciano la Vertenza Calabria

Attivi unitari di Cgil, Cisl e Uil, che rivendicano un serrato confronto con il nuovo governo nazionale e con la Giunta calabrese

Infrastrutture, con particolare attenzione alla Statale 106, lavoro, sanità, porto di Gioia Tauro, Zes, ambiente e riforme: sono queste le priorità che Cgil, Cisl e Uil hanno indicato nello corso degli attivi unitari convocati oggi a Lamezia Terme (Catanzaro). I sindacati hanno rilanciato con forza la “Vertenza Calabria”, la piattaforma programmatica di interventi messa a punto lo scorso aprile con la giunta Occhiuto, sollecitando il confronto con il nuovo governo nazionale e con il governo calabrese e chiamando a raccolta anche la deputazione parlamentare eletta nella regione. «Questa riunione – ha spiegato il segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato – serve per capire se i punti prioritari che abbiamo individuato con la Vertenza Calabria – come lavoro, infrastrutture, sanità, Zes – si possono portare avanti anche con il nuovo governo a guida Meloni. Poi ci sono tutte le varie emergenze della Calabria: abbiamo una serie di crisi aziendali che si stanno aprendo in tutta la Calabria, e anche negli enti strumentali, abbiamo poi il tema del precariato che va definito. Sono emergenze che devono trovare soluzione. Abbiamo un approccio e un confronto con la Giunta regionale che punta a trovare soluzioni ma adesso c’è bisogno di capire come concretizzarle, in una condizione in cui tanti giovani e tante donne se ne stanno andando via dalla Calabria. Oggi – ha sostenuto Sposato – è un punto di ripartenza. Nella manovra di bilancio i temi del Sud non sembrano molto attenzionati, per questo vogliamo capire qual è la strategia del governo nazionale sulla Calabria e per questo oggi rilanciamo la Vertenza Calabria, sostenuta tra l’altro pochi giorni fa anche dai segretari nazionali Landini, Sbarra e Bombardieri con particolare riferimento al tema delle infrastrutture e soprattutto della Statale 106». Per Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, «In questi giorni è in discussione la legge di bilancio del governo, e chiediamo che le vertenze che abbiamo ribadito e che per noi sono prioritarie per la crescita della Calabria trovino risposte in termini di copertura. Penso a esempio alla Statale 106: con il precedente governo c’era stato un impegno e un riconoscimento della strategicità dell’opera, e ora ci aspettiamo che nel Def siano destinate le risorse necessarie per realizzare l’opera. Poi ci sono i temi dell’Alta Velocità, che al momento registra troppa fumosità, di come rendere attrattivo per gli investimenti pubblici e privati il porto di Gioia Tauro, di come superare il precariato compresi i tirocinanti, di come reperire i 140 milioni che ancora mancano per i forestali, e di come sopperire alla gravissima carenza di personale nella sanità, che – ha rilevato Russo – è una nostra grande preoccupazione. Vogliamo inoltre confrontarci con la deputazione parlamentare calabrese sui i temi principali che riguardano la regione».
Infine, il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, ha evidenziato come «in questo momento drammatico per il Paese la Calabria rischia grosso, per la situazione congiunturale nazionale e per la storica difficile situazione economica e sociale della nostra regione. Abbiamo invitato i parlamentari calabresi a confrontarci nei prossimi giorni su alcune priorità, c’è la necessità di approfondire un confronto strutturale e di merito con la Giunta regionale perché in questo anno si sono fatte alcune cose ma nel 2023 dovranno partire gli investimenti del Pnrr e la programmazione 2021-27 che deve rappresentare la svolta per la Calabria. Poi c’è la necessità di intensificare il confronto con gli enti locali, considerando che il 65% del Pnrr vede come stazioni appaltanti e soggetti attuatori i Comuni, che però hanno grandi difficoltà in termini di carenza di personale e di competenze. Se – ha concluso Biondo – riusciamo a mettere insieme questi tre livelli la Calabria potrà avere una grossa opportunità di spendere bene le risorse in arrivo su alcune priorità, per contrastare anche un disegno di autonomia differenziata che penalizza fortemente il Mezzogiorno e la Calabria».