“Rinascita Scott”, le rivelazioni del pentito: “C’era l’avvocato che aggiustava i processi”

Il professionista vibonese avrebbe operato "per favorire il clan Mancuso"

“L’avvocato Francesco Stilo era una figura che si sa muovere bene, che era persino in grado di aggiustare processi e avere informazioni riservate, e questo me lo dissero Carmelo e Nicola Barba e Nazzareno Colace”. La figura del penalista è tratteggiata dal pentito Antonio Guastalegname nell’ambito del processo “Rinascita Scott”.  Il pentito ha raccontato di aver incontrato il “al bar pasticceria “Pesce” dove si trovava in compagnia di Carmelo Barba, mentre visionava la mia autovettura. In quella occasione Barba, dopo avermelo presentato e dopo che lo stesso si era allontanato insieme ad un’altra persone, ha elogiato le qualità dell’avvocato Stilo definendolo “avvocato degli amici, una persona che si sa muovere bene. Egli riusciva ad ottenere informazioni sensibili e segrete anche su indagini in corso in particolare presso la Procura di Vibo Valentia, dove aveva le sue entrature, ed anche che riusciva ad ottenere facilmente la scarcerazione dei propri clienti attraverso la produzione di certificazione medica preordinata allo scopo”. Ma, a memoria del pentito, anche Colace e Nicola Barba avrebbero riferito dei “contatti dell’avvocato con la criminalità organizzata e delle sue entrature negli ambienti di giustizia. Colace, in particolare, ha specificato che l’avvocato Stilo era persino in grado di “aggiustare i processi” e che, inoltre, favoriva la famiglia dei Mancuso”.