La morte di Nolè e la Chiesa cosentina in fermento “preventivo”…

Eccesso di “movimenti” nella Curia, e di presa di “potere”, già nel corso della malattia del vescovo e del ricovero al Gemelli. Come fosse già “deceduto”...

Qualcuno ha agitato “acque”, preso decisioni e adoperato “movimenti” all’interno della geografia logistica e di potere della Curia cosentina ben prima del decesso del vescovo che, purtroppo, è fresco fresco di giornata. Francescoantonio Nolè il 30 di agosto viene ricoverato d’urgenza al Gemelli di Roma. Ha 74 anni, non troppi per la verità. Ma una malattia seria da combattere, molto seria. Di quelle che possono peggiorare e degenerare in breve tempo e in modo irreversibile. La notizia si diffonde con stratificata efficacia all’interno della regnanza della Curia quasi con destino inesorabile sullo sfondo, nonostante si sia tutti nelle mani del Signore. Ne vien fuori, di conseguenza, una specie di vacatio preventiva e pre mortem nella quale sarebbe stata impiantata una presa di potere, del tutto decisionale, in assenza del vescovo e con il vescovo però ancora in vita. Con tanto di “movimenti” e di destinazioni logistiche dei prelati.
Ora, con la morte “effettiva” del vescovo, la Curia di Cosenza-Bisignano entra ufficialmente nella “terra di mezzo” con il rischio concreto che ogni decisione presa nelle more della malattia possa essere rivista e riconsiderata. È una diocesi importante e vasta, oltreché strategica. Sullo sfondo una corsa al successore che si apre nel più complesso dei modi…

I.T.