Studenti e “finti” agricoltori, coinvolto anche un candidato con Talerico

L'inchiesta della procura di Catanzaro sulla presunta truffa ai danni della Regione

C’è anche un giovane candidato tra le liste che sostengono Antonello Talerico sindaco di Catanzaro tra i destinatari dei provvedimenti di sequestro preventivo di somme di denaro da parte della procura di Catanzaro. Si chiama Ivan Muraca, titolare di un’azienda agricola e candidato con la lista Azione popolare a sostegno del candidato sindaco Antonello Talerico.
Insieme ad altri 6 è accusato dalla procura di Catanzaro, con provvedimenti di sequestro preventivo siglati dal gip, di aver percepito indebitamente contributi agricoli senza aver esercitato del tutto la professione e anzi essendo studenti universitari a tutti gli effetti.
Sono in totale sette gli indagati finiti nell’inchiesta della procura di Catanzaro, truffa aggravata e falso ideologico le accuse. L’indagine ha portato il Comando provinciale della Guardia di finanza di Catanzaro a notificare un’ordinanza con la quale il gip del Tribunale di Catanzaro Luca Bonifacio, su richiesta del sostituto procuratore Francesco Bordonali, ha disposto per alcuni di loro l’interdizione temporanea a contrattare con la pubblica amministrazione per un anno e un sequestro complessivo di circa 500 mila euro. Gli indagati avrebbero percepito indebitamente aiuti comunitari erogati dalla Regione Calabria destinati a finanziare l’avviamento di nuove aziende agricole per sostenere il ricambio generazionale nel comparto primario, attraverso il sostegno all’inserimento di nuovi giovani agricoltori professionalizzati.
Oltre a Muraca i coinvolti nell’inchiesta sono altri studenti universitari, Gabriele Rizza e Nicola lezzi. Tra gli indagati compaiono anche l’ex consigliere comunale Roberto Rizza, Antonio, Giacomo Muraca e Giuseppe Leuzzi.
L’accusa, che è naturalmente tutta da dimostrare, è quella di aver in qualche modo avviato attività agricole fino al percepimento delle sovvenzioni salvo poi abbandonarle al proprio destino. Quindi non “agricoltori attivi” ma studenti universitari fuori sede, in quanto le imprese erano concretamente gestite dai rispettivi familiari compiacenti.

I.T.