Rinascita, scattano 11 arresti nel Vibonese dopo le condanne

Si tratta di imputati condannati a una pena non inferiore a 12 anni di carcere per i quali la Dda ha ravvisato il pericolo di fuga

Ci sono  Vincenzo Orecchio condannato a 13 anni e 4 mesi e Serafino Alessandria, alias “Pitta”,  condannato a 14 anni e 8 mesi, Gregorio Giofrè, condannato a 13 anni e 4 mesi; Vincenzo Mantella, condannato a 12 anni; Michele Manco,  condannato a 12 anni; Andrea Prestanicola, condannato a 12 anni e 4 mesi; Giuseppe Scriva, condannato a 12 anni; Salvatore Morgese, condannato a 10 anni; Antonio Patania, condannato a 12 anni, tra le undici persone raggiunte dalla misura cautelare emessa stamane dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, guidata dal Procuratore Nicola Gratteri, nei confronti di altrettante persone condannate lo scorso 6 novembre nel giudizio con rito abbreviato nell’ambito del processo “Rinascita -Scott” per associazione di stampo mafioso e altre fattispecie delittuose aggravate dal metodo mafioso, a pene detentive fra 12 e 20 anni di reclusione. La misura, richiesta dall’A.G. inquirente, scaturisce da una nuova valutazione, a seguito della condanna, del pericolo di fuga e del rischio di reiterazione del reato. Destinatari misura coercitiva erano tutti in libertà a causa dell’annullamento della misura cautelare iniziale eseguita nei loro confronti il 19 dicembre 2019 operato dal Tribunale della Libertà e Corte di Cassazione che, a suo tempo, avevano ravvisato l’insussistenza di esigenze cautelari.