《L’Asp di Reggio continua a non pagare, siamo fuori dalla legge》

Durissimo intervento del presidente dell'Aiop, Enzo Paolini. 《Violati costantemente i diritti delle case di cura, senza liquidazioni da luglio del 2021》

Siamo alle solite. Nonostante gli annunci e le buone intenzioni del Presidente della Regione all’ASP di Reggio Calabria si respira l’aria dei (brutti) vecchi tempi, quando i diritti non erano diritti e ogni adempimento da parte della P.A. doveva essere richiesto come una sorta di favore o di benevola concessione.
Sembrava che la musica fosse cambiata quando, il Commissario in carica dr. Scaffidi aveva riattivato una procedura ferma da mesi riuscendo ad imporre agli uffici negligenti ed omissivi almeno una parte dei pagamenti delle prestazioni rese dalle Case di cura nell’anno 2021.-
In un momento così drammatico il riconoscimento ed il giusto compenso del lavoro altrui cioè di chi a sua volta deve puntualmente remunerare centinaia di dipendenti, molti dei quali responsabili di famiglie monoreddito, è una forma di rispetto e di civiltà.
Per questo, nonostante le precedenti polemiche, avevamo valutato con sincero apprezzamento la disposizione della liquidazione delle fatture di agosto e settembre 2021, cui avrebbe dovuto far seguito, secondo gli annunci, il saldo sino a dicembre.
Invece non è avvenuto niente, e siamo ripiombati in una crisi che pensavamo di esserci lasciati alle spalle, per cui a Reggio Calabria ci si poteva sentire come tutti i cittadini di questo paese, partecipi, certo, di una crisi e sofferenti per le difficoltà, ma non vessati nei più basilari dei diritti.
Purtroppo non è cosi.
Ad oggi, siamo alle porte di aprile, l’ASP di Reggio Calabria è morosa da sette mesi, un tempo così lungo che non può essere compreso nel cosiddetto rischio d’impresa e non è sostenibile da aziende che hanno esaurito ogni linea di credito bancaria affrontando l’enorme rialzo dei costi – in primis quelli energetici – dovuto al drammatico momento che stiamo tutti vivendo.
Ecco perché dobbiamo rivolgere un appello forte al Commissario ed alle Istituzioni che possono – ed alcune devono – intervenire, per dar corso, senza indugio, ai pagamenti dovuti e per ripristinare non tanto la “legalità” ma, piuttosto il rispetto dei diritti di base e del sentimento di solidarietà che in momenti come questo dovrebbero animare chi ha la responsabilità di guidare Istituzioni che, oggi più che mai, dovrebbero – devono – proporsi in prima linea a difesa dei diritti e degli interessi dei cittadini.