Sanità, c’è tensione in Cittadella…

Il dg Fantozzi (ingegnere civile “adattata” alla Fisica sanitaria) un giorno fa a “botte” con Ettore Jorio e il giorno appresso fa esattamente quello che dice lui. E non va meglio nell'ufficio del commissario dove c'è Esposito che minaccia di andare via nel mentre continua a non esserci traccia di Bortoletti...

Un giorno ci fa a “botte”, ovviamente in senso figurato. Il giorno appresso invece, magari proprio su genesi del giorno precedente, fa esattamente quello che dice lui. E non è detto che questa sia una buona notizia. Vive di alti e bassi e di tensione palpabile il rapporto tra il direttore generale del dipartimento Salute, Jole Fantozzi, e il super consulente di Rober to Occhiuto per questioni di “salute”, nonché in qualche modo prof., Ettore Jorio. Troppo presto per sentenziare che uno vuole prevaricare sull’altra in modo seriale e definitivo. Così come è prematuro farsi idea che questo sia possibile con discreta sempl icità. Quel che è certo è che il “termoscanner” della salute in Cittadella segna quasi sempre rosso, ogni giorno. E solo Dio sa, a parte Occhiuto, quanto sia attenzionato ad ogni livello questo “termoscanner” quotidiano. I nervi sono a fior di pelle con pi cchi che seguono una periodicità schizzofrenica, dentro le stanze della salute di Calabria. E a rassenerare gli animi certo non aiuta né l’ego non gratuito né casuale di Ettore Jorio né, d’altra parte, la sostanziale fragilità strutturale del direttore gen erale del dipartimento Salute. Che approda nella “stanza delle stanze” con in valigia un curriculum strada facendo “aggiustato al tiro” e alle evenienze persino politiche. Super sponsorizzata dai Cinquestelle a livello romano, e a livello accademico, guida da commissario l’ospedale di Reggio prima di lasciarlo alle fiamme che ora bruciano in corsia, e in ragioneria. Finché con ogni probabilità Ciccio Cannizzaro non la “consegna” tra le mani di Roberto Occhiuto per le sue “indiscusse” qualità, certo, ma fors e anche per liberare una postazione di comando non da poco lungo lo Stretto, appunto il vertice dell’ospedale metropolitano. Ed è questo del resto il punto forte nel curriculum di Jole Fantozzi che vale, quasi da solo, il comando del dipartimento regionale della Salute. Guida dell’ospedale di Reggio che Fantozzi, in qualità di commissario, ha potuto ottenere su “chiamata” e da ingegnere civile, prima di aggiustare il tiro post mortem con una abilitazione (non laurea) in Fisica sanitaria. Ma tant’è. Per la “ chiamata” in Cittadella, tra le grazie di Roberto Occhiuto abbandonando (ma solo a Catanzaro) quelle dei Cinquestelle, è più che sufficiente aver comandato da nocchiera il grande ospedale metropolitano di Reggio, sia pure da commissario e su “chiamata”. Re sta però la delicatezza e la “pesantezza” del ruolo che ricopre ora, in tutti i sensi. E resta la tensione periodicamente alta con Ettore Jorio che si abbassa, tensione, solo quando poi si fa quello che suggerisce il prof. E non è detto che questa sia in a ssoluto una buona notizia. Che si viva a colpi di adrenalina, del resto, è ormai maledettamente scritto nel dna della salute di Calabria. Perché se nei corridoi del dipartimento si sorride poco certo non si festeggia nell’ufficio del commissario. E non sol o perché il commissario Occhiuto ha ben poco di cui rallegrarsi ogni giorno. Continuano a non arrivare tracce dal radar che deve intercettare Bortoletti, il carabiniere abile con i conti in rosso che non vuole lasciare l’Arma mentre invece, l’Arma, forse n on vede l’ora di lasciare lui. La diatriba, la controversia, dura da più di 3 mesi e ha poco a che fare con i massimi sistemi teorici sulla deontologia. Penetra direttamente in altre e più contabili faccende. L’altro sub commissario e per ora unico, Esposi to, capita l’antifona inizia a far filtrare che potrebbe abbandonare la “nave” sostanzialmente prima che prenda il largo. Persino prima che salpi, fa notare chi non rintraccia nemmeno un decreto firmato dall’ufficio in più di 100 giorni. Perché a dar retta alle note stampa sembra una “crociera” di lusso in mare aperto, l’attuale sanità di Calabria. Poi però c’è anche chi fa notare che ancora nemmeno “l’àncora” è stata sganciata e stavolta non si intravedono neppure “scialuppe di salvataggio”…

I.T.