Bortoletti non vuol lasciare l’Arma, il braccio di ferro continua

Il sub commissario alla sanità di Calabria preferisce la missione in “utilizzo” mentre per i militari dovrebbe venire in “comando”. La partita resta sospesa

Nominato ormai due mesi fa sub commissario alla sanità di Calabria Maurizio Bortoletti non riesce ancora ad insediarsi nelle stanze che contano e che sono più bisognose che mai della sua consulenza. Colonnello dei carabinieri con uno storico di prestigio in materia di risanamento dei conti di aziende sanitarie sanguinanti di debiti Bortoletti è stato nominato il 18 novembre sub commissario ma da allora, appunto due mesi tondi tondi, non è stato possibile vederlo fisicamente all’opera soprattutto nella redazione e sigla di atti importanti.
Il perché non è semplice ed è tutto interno ad una specie di braccio di ferro in corso proprio tra il colonnello Bortoletti e il comando generale dell’Arma dei carabinieri. Bortoletti vorrebbe venire in Calabria in cosiddetto “utilizzo”, cioè non svestendosi minimamente della divisa militare in esercizio. L’Arma, invece, a quanto pare, vorrebbe inviarlo concedendo “solo” il “comando”, differenza non da poco questa e sotto tutti i punti di vista.
La sintesi non è brillante ma non è nemmeno complessa. Bortoletti non vuol lasciare l’Arma, mentre non è detto che l’Arma farebbe di tutto per trattenerlo. Diciamo che l’Arma accetterebbe di farne volentieri a meno, sia pure in “comando”. Bortoletti invece i panni non li vuol svestire ma il dato è che la partita non si sblocca e ogni giorno che passa è un giorno più complesso del precedente anche perché la poltrona di sub in Calabria è “calda” e necessita di presidio al più presto. In un senso o in un altro andrà sbloccata.
Sul punto non sono poche le interrogazioni sul versante della rappresentanza politica. In Aula ha esordito Wanda Ferro (Fratelli d’Italia) nel chiedere spiegazioni al governo mentre nelle ultime ore è toccato prima ai pentastellati D’Ippolito e Parentela anunciare interrogazioni e poi è arrivato il turno del senatore renziano Magorno. La sensazione è che la “sospensione” del braccio di ferro non potrà durare molto a lungo…

I.T.