Gratteri altri 4 anni procuratore a Catanzaro: l’indicazione del Csm

Non proprio una buona notizia per il crimine di Calabria e per la regnanza che trova agio tra colletti bianchi e sporchi. Manca la ratifica del Plenum. Il magistrato è anche in corsa però per guidare la Procura nazionale antimafia...

Non proprio un’ottima notizia per i “naviganti” del crimine nella fascia centrosettentrionale di Calabria. Tanto più per quelli solitamente a proprio agio nel sopravvivere nel “grigio”, contaminazione agevole tra colletti bianchi (e sporchi) e potenti cosche di ‘ndrangheta.
Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha votato all’unanimità la conferma di Nicola Gratteri a procuratore della Repubblica di Catanzaro per il secondo quadriennio. Altri 4 anni ancora, e non sono certo pochi di questi tempi e con quello che “transita” in giro. Soprattutto a proposito delle ultime versioni (persino più raffinate) della regnanza politica ed economica a braccetto con le più spietate holiding del malaffare conterraneo.
Gratteri si è insediato a Catanzaro il 16 maggio 2016. Anche in quella occasione la sua nomina da parte del plenum è avvenuta all’unanimità. Ad aprile 2016, infatti, Gratteri (che non è mai stato legato a nessuna corrente in magistratura) è stato scelto sia dai componenti togati che dai laici. La nomina di un procuratore prevede la durata del mandato di quattro anni più quattro (se “meritata” sul campo). La conferma del secondo quadriennio deve essere in ogni caso ratificata dal plenum del Csm.
Serve cioè un passaggio formale che ratifichi il buon operato del magistrato. Così è stato per Gratteri che guida un ufficio giudicato tra i migliori in Italia dal ministero della Giustizia.
Prima di diventare procuratore di Catanzaro il magistrato ricopriva la carica di procuratore aggiunto a Reggio Calabria, distretto nel quale ha lavorato come pm Antimafia dagli inizi della propria carriera.
Ma Nicola Gratteri oggi è anche candidato alla carica di Procuratore nazionale antimafia. È tra gli otto magistrati che si sono candidati a succedere a Federico Cafiero De Raho al vertice della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.
In corsa ci sono anche i procuratori di Napoli, Giovanni Melillo, e di Palermo, Francesco Lo Voi. Lo Voi è in ballo anche per la nomina a procuratore di Roma, così come il Pg di Firenze Marcello Viola, che come lui è contemporaneamente candidato alla guida della Procura nazionale antimafia.
Tra i magistrati che hanno presentato domanda al Csm (i termini sono scaduti l’11 novembre scorso) ci sono anche i procuratori di Catania, Carmelo Zuccaro, di Messina, Maurizio De Lucia, e di Lecce, Leonardo Leone De Castris. Non manca una candidatura interna alla Dna: è quella di Giovanni Russo, attualmente procuratore aggiunto.
Quindi o nuovamente a capo della procura di Catanzaro per 4 anni a investigare intrecci mafiosi e politici e imprenditoriali tra Catanzaro, Vibo, Cosenza, Lamezia e Crotone, incastrando colletti bianchi e sporchi. Oppure al vertice della procura nazionale Antimafia. Altre vie non ce ne sono. E non è difficile immaginare che più d’uno, da queste parti, si sia già messo a fare il tifo (e gli scongiuri) per la conquista di una “splendida” promozione nazionale per Nicola Gratteri. Il perché non è difficile da intuire…

I.T.