Morta in attesa dell’ambulanza, Minniti: “Il ritardo non risulta agli atti”

Il direttore sanitario dell’Asp di Reggio Calabria Domenico Minniti e il medico del 118 di Catanzaro Saverio Ferrari hanno spiegato l’accaduto negli studi Rai

La Procura ha aperto un fascicolo e l’Asp ha avviato un’indagine interna per accertare responsabilità sul decesso di una donna mentre aspettava l’ambulanza a Villa San Giovanni. Per il medico curante della vittima, i soccorsi sono sopraggiunti un’ora e mezza dopo rispetto alla segnalazione. Sembrerebbe l’ennesimo caso di malasanità in Calabria.
La versione dell’Asp. Per spiegare l’accaduto, il direttore sanitario dell’Asp di Reggio Calabria Domenico Minniti e il medico del 118 dell’Asp di Catanzaro Saverio Ferrari sono stati ospiti negli studi Rai di “Buongiorno Regione”. “Il ritardo di oltre un’ora dell’arrivo dell’ambulanza non risulta agli atti – ha dichiarato Minniti – mi sono recato alla centrale operativa per consultare i dati disponibili sull’accaduto, ed è stato registrato che il mezzo è partito da Scilla alle 2:17 ed è arrivato a destinazione alle 2:31, poco oltre i 18 minuti canonici che in questo momento sono difficili da garantire in Calabria. Dunque non sembra che ci sia sta stato il ritardo denunciato e aggiungo che, ovviamente, questi dati sono già in possesso della Procura della Repubblica di Reggio». Il direttore sanitario dell’Asp reggina ha poi precisato come “il limite fissato a livello nazionale per l’arrivo delle ambulanze è, appunto, di 18 minuti, ma rispettare questo standard è quasi impossibile in una regione come la nostra e i motivi sono diversi. Il primo tra tutti è la viabilità, c’è poi la carenza di organico. Il 118, infatti, è sotto di 2000 unità”.
Giustifica poi il personale sanitario sottoposto “a turni sfibranti, rischi sempre maggiori e con stipendi minori”.
Per il medico Saverio Ferrari, invece, “in questo momento il 118 in Calabria è inesistente, inefficiente ed inefficace. Ricordo a Occhiuto – rimarca – che al Senato c’è un disegno di legge per la riorganizzazione del 118, e per la Calabria, il tempo ormai è scaduto. Se si guarda alla situazione attuale, dunque, le soluzioni ci sono, ma dovrebbero partire prima di tutto dall’alto”. Per Ferrari, dunque, bisognerebbe “differenziare i contratti e riconoscere ai medici che lavorano nell’emergenza la giusta retribuzione potrebbe essere un primo passo da compiere per porre un freno alla carenza di organico, che non paralizza il sistema soltanto nella provincia reggina ma in tutta la regione”. Intanto la Calabria piange un’altra vittima di un presunto caso di malasanità che dovrà essere accertato dagli organi giudiziari.