Il “taglio” sul taglio, mistero “Apa Pac” all’Asp di Cosenza

“Sottratti” alla specialistica ospedaliera ulteriori 2,7 milioni dal budget delle prestazioni (già decapitate su scala regionale). La procura, sull'intera vicenda, potrebbe già aver aperto un fascicolo

C’è un “taglio” nel taglio a proposito di prestazioni cosiddette Apa e Pac in ambito sanità privata convenzionata. O meglio uno “spostamento” ulteriore. Una specie di “ciliegina” sulla torta, troppo presto per definirla una “cresta”.
Della decurtazione (illegittima) di tetto di spesa su scala regionale ce ne siamo già occupati e soprattutto, cosa che conta molto di più, se n’è occupato il Tar Calabria che ha annullato i Dca 49 e 50 emanati dalla struttura commissariale nella parte appunto dedicata al budget della sanità convenzionata in materia di prestazioni Apa e Pac. A parità di erogazione complessiva (ospedaliera e ambulatoriale) uno spostamento di 12,3 milioni tutto a vantaggio (magari casualmente) proprio della specialistica ambulatoriale. Il Tar ha annullato tutto e rimesso la palla al centro, quindi ripristino in prorogatio dei contratti del 2020 con il presidente Aiop Enzo Paolini che invita e “consiglia” le strutture ospedaliere a sforare tranquillamente il budget terminato perché tanto sarà impossibile non riconoscergli le prestazioni da rimborsare, stante appunto il pronunciamento perentorio del Tar. Altro sarà poi andare a recuperare le somme erogate dalle Asp dal 10 giugno in poi alle strutture ambulatoriali in materia di Apa e Pac dal momento che proprio in quella data era comunque vigente la sospensione dei Dca di recente annullati, cosa che avrebbe prudenzialmente consigliato a Longo di alzare generalmente il freno a mano per tutti prima dell’estate. Ma tant’è, basta seguire i soldi e non ci si sbaglia mai e chi deve restituire quattrini (o non averli affatto) non sarà difficile beccarlo.
A tutto ciò si aggiunge, come detto, la “ciliegina” sulla torta, il “taglio” del taglio, la decurtazione ulteriore alla “cosentina” dentro la più complessa strategia del commissario Longo che (parole del Tar) ha solo incentivato l’emigrazione sanitaria (chissà perché, e per chi) e disicentivato invece la deospedalizzazione (prevista da Agenas). Si aggiunge la spostamento di ulteriori 2,7 milioni, adoperato dall’Asp di Cosenza, a danno delle strutture ospedaliere e sempre in ambito di prestazioni Apa e Pac e sempre a vantaggio di quelle ambulatoriali. Un vero e proprio “trasloco” di fatture e di potenziale denaro, prematuro considerare anche di interessi.
Ma chi ha deciso questo ulteriore taglio alla “cosentina” (per le strutture ospedaliere) e soprattutto perché? Quale la logica e chi ne ha beneficiato tra quelle ambulatoriali?
Basta seguire i soldi, consigliava Giovanni Falcone, e ogni arcano riesce a disvelarsi. Nel frattempo, e non in termini di dopolavoro, la faccenda potrebbe già essere finita nelle mani della procura di Cosenza che di recente s’è mostrata molto attenta alle dinamiche del Palazzone Asp di Via Alimena…

I.T.