Catanzaro accoglie il nuovo Procuratore generale, Giuseppe Lucantonio

"Distretto virtuoso. No a vanità e personalismo"

Cambio alla Procura generale di Catanzaro: Giuseppe Lucantonio è ufficialmente il nuovo procuratore generale. L’aggiunto di Napoli succede a Otello Lupacchini, trasferito dal Csm. Il Plenum (con 12 voti) lo ha preferito al capo della Procura di Locri, D’Alessio.
Lucantonio era stato nominato lo scorso settembre dal Consiglio Superiore della Magistratura: è stato ex procuratore aggiunto a Napoli  e  ha lasciato il ruolo di procuratore aggiunto di Napoli per coprire l’incarico lasciato vacante, a Catanzaro, da Otello Lupacchini trasferito d’ufficio dalla Sezione disciplinare del Csm. Nei mesi di vacatio la Procura Generale è stata guidata dal magistrato Beniamino Calabrese, che ha saputo portare avanti la Procura con dedizione, passione e competenza.
La cerimonia, che si è svolta questa mattina nella Corte d’Appello di Catanzaro, è stata presieduta dal presidente della Corte d’Appello Domenico Introcaso. Hanno partecipato il presidente del Tribunale di Catanzaro, Rodolfo Palermo, il procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri, il procuratore generale di Napoli, Luigi Riello. “Intendo esercitare il mio ruolo con rispetto di tutti ma soprattutto con fermezza e determinazione. Io sono onorato di servire la sede di Catanzaro, dall’altra parte sono di madre calabrese e qualcosa in Calabria ho fatto. Ad esempio quando abbiamo gestito i processi con i quali abbiamo tracciato i collegamenti tra alcuni clan catanzaresi e napoletani. Tutto sommato ritengo di poter dare il mio contributo a questo distretto virtuoso rispetto agli altri” ha detto il procuratore Lucantonio subito dopo la cerimonia di insediamento. “Tutti i lavori sono di squadra ed il lavoro della Procura di Catanzaro è un esempio di come una squadra di sostituti procuratori se ben guidata può fare bene. Poi solo chi non fa non sbaglia, il fatto che ci possa essere una visione di un giudice diversa quella di un altro giudice può capitare e deve essere valutato e va impugnato nelle sedi competenti. Il rispetto – ha aggiunto – è un valore che c’è tra gli essere umani ed è necessario rispettarsi ma bisogna che sia reciproco”.
Il neo Procuratore generale ha poi risposto alle domande dei giornalisti a seguito di alcune sue affermazioni durante la cerimonia di pochi minuti prima. “In merito alla vanità dico che è il male del secolo, ma è filosofia di vita. Il riferimento è a ciò che è successo in sede nazionale quando ci sono stati problemi ma sono considerazioni filosofiche non legate al distretto dove tutti lavorano bene ed i silenzio. A cominciare dal Presidente a Nicola (Gratteri) che cercano di fare quello che possono ed in silenzio.  Ma sono considerazioni di una persona che è arrivata da poco, lo verificherò e ne riparleremo tra sei mesi” ha concluso il Procuratore che si è definito calabro – campano.

Alla cerimonia di insediamento era presente anche procuratore generale di Napoli, Luigi Riello.
“Un saluto affettuoso al Presidente della Corte in occasione della presentazione del nuovo Procuratore generale, Giuseppe Lucantonio. Con molti dei presenti ho trascorso molti momenti di vita umana e professionale. Saluto anche gli avvocati ed il Consiglio dell’ordine” ha detto Riello che ha voluto sottolineare “il rapporto di amicizia con Giuseppe Lucantonio, uomo giusto al posto giusto ed al momento giusto. Io ho iniziato in Calabria,  io ed Presidente della Corte siamo stati nominati insieme e sono stato per nove anni alla pretura di Rossano. Ho scelto di stare in Calabria e sono stato anche a  Cosenza e a  San Giovanni in Fiore e qui sono nati i miei figli,   mio figlio lavora qui in Prefettura.  Sono un calabro- campano e qui, come dice il Procuratore Gratteri, in Calabria non vi sta l’omertà. Molti cittadini non sanno con chi parlare. Giuseppe Lucantonio è un magistrato si grande professionalità” ha concluso il Procuratore generale di Napoli che ha fatto riferimento anche al caso Palamara.
“Lo scandalo Palamara è scandalo su intera magistratura. È stato dirompente per la magistratura perché è stara svenduta l’indipendenza della magistratura” ha concluso.